Archivio del Tag 'valore legale titolo di studio'

Liberalizzazioni e competitività

  • Il liberismo è la speranza di Francesco Giavazzi del 30.05.08 (qui)
  • Indice delle liberalizzazioni - da L’Istituto Bruno Leoni (qui)
  • Concorrenza e protezione da una ricerca del centro studio DEMOS (qui)
  • L’isolamento delle Università Italiane - dalla Fondazione R. Debenedetti (qui)
  • L’abolizione del valore legale della laurea (qui)
  • L’abolizione del valore legale della laurea - da Il Foglio del 30.05.2006 (qui)
  • L’abolizione del valore legale della laurea - da il Sole24 ore del 25.05.2006 (qui)
  • L’abolizione del valore legale della laurea - da www.pietropaganini.it (qui)
  • Liberalizzare per essere efficienti -Di Francesco Giavazzi del 27.01.2006 (qui)
  • Colpo alle Lobby - di Francesco Giavazzi del 01.07.2006 (qui)
  • Il vecchio che torna - di Francesco Giavazzi del 12.04.2007 (qui)
  • Chi è più di sinistra - di Francesco Giavazzi del 15.01.2007 (qui)
  • La politica non capisce del mercato - di Guido Tabellini del 08.04.2007 (qui)
  • Il cittadino controllore - di Pietro Ichino del 31.03.2007 (qui)
  • La brutta compagnia delle corporazioni - di Roberto Perrotti 02.02.2005 (qui)
  • Liberiamo il mercato - di Roberto Perrotti 28.05.2006 (qui)
  • Non ti curar delle lobby- di Roberto Perrotti 04.07.2006 (qui)
  • Senza Passaporto - di Antonio Polito del 12.04.2007 (qui)
  • Liberalizzare la politica - di Nicola Rossi del 29.01.2007 (qui)
  • Quale italianetà da difendere -Interv a E.Morando del 06.04.2007 (qui)
  • Uguali perchè mobili - dal sito:www.lavoce.info (qui)
  • I regali di Veltroni - di Andrea Boitani del 14.05.2007 (qui)
  • Storia del liberalismo e della libertà occidentale - da Istituto Bruno Leoni (qui)
  • Cosa impedisce ai lavoratori di scegliere l’imprenditore - relaz di Pietro ichino (qui)
  • Libertà e responsabilità -di Nicola Pansini (qui)
  • Il potere responsabile di Pietro Ostellino del 10.05.07 (qui)
  • Senza concorrenza l’università muore - di Franco Debenedetti del 28.01.99 (qui)
  • Univrsità e ricerca in concorrenza - di Luigi Pagnetto del 24.10.06 (qui)
  • Più concorrenza nell’università - da il SOLE24 ore del 23.03.06 (qui)
  • Università pubblica o concorrenza o morte - di Riccardo Viale del 28.02.02 (qui)
  • La concorrenza è l’anima della ricerca - di Luca e Francesco Cavalli Sforza del 01.08.01 (qui)
  • Professioni, Italia penultima in Europa -di Enrico Bivio del 06.08.06 (qui)
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Abolizione del valore legale del titolo di studio

di Guido Fusco

Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera del 26 novembre ha marcato l’importanza di una vera rivoluzione liberale per rilanciare la competitività, sottolineando dei punti chiave su cui agire, tra cui l’abolizione del valore legale della laurea. Tema trattato anche nel suo ultimo libro, Lobby D’Italia. A rispondere Giavazzi ci ha pensato pochi giorni dopo sul Riformista Figà Talamanca, il quale reputa massimalista tale proposta. Partendo dalla comparazione internazionale, la contrapposizione tra modello italiano (valore legale) e modello anglosassone (assenza di valore legale), Talamanca asserisce che in Inghilterra << non è stato il mercato a decidere chi erano scientificamente più validi, ma commissioni nazionali (…) Forse, ma il valore legale della laurea non c’entra nulla>>.Supponendo che il valore legale del titolo di studio è ininfluente per un controllo di qualità - come reclutare i migliori - può invece essere ragguardevole sulla competizione di qualità tra le istituzioni formative ai diversi livelli. La richiesta di abolire il valore legale dei titoli di studio trova una motivazione di tipo “strategico”, collegata a prospettive culturali e programmatiche di lungo periodo. Si pensi alla valorizzazione delle libere iniziative espresse dal corpo sociale e dalla società civile contro lo “statalismo”. L’esigenza di varietà dei modelli e delle esperienze educative contrapposta alla prevalenza –basata sulla forza del valore legale dei titoli - della scuola statale; si postula in questo caso che la scuola è, per i suoi fini, soprattutto servizio della società piuttosto che dello Stato. Proprio lo Stato deve rendere possibile la mobilitazione di tutte le forze educative del paese al fine di accelerare un progresso civile che viene stimolato dall’accelerazione dell’innovazione tecnologica. Per non parlare dell’opportunità di esplorare, nell’istruzione primaria e secondaria, alternative al modello della “parità scolastica”, che appare ingessante nei confronti delle scuole non statali costrette ad ottenere il riconoscimento del valore legale del titolo, ma non libere per l’ordinamento. Mi sembra dunque enfatico il termine massimalista attribuito a Giavazzi. Anzi, difendere il valore legale della laurea sottolineando che non ha un valore direttamente abilitante alle professioni, ma costituisce solo una qualifica di natura scientifica, mi sembra più un’apologia a quelle lobby che Giavazzi mirabilmente ha smascherato nel suo bel libro.

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