Si salvi chi può, è tornato l’uomo-scimmia.

Editoriale di Riccardo Chiaberge direttore del Sole24 (inserto culturale)
Ormai pochi, al di fuori del mondo accademico ricordano il suo nome. Ma vent’anni fa, nel maggio del 1987, Bruno Chiarelli, ordinario di antropologia dell’Università di Firenze, ebbe il suo momento di notorietà. Il professore aveva rivelato ai giornali che qualcuno stava tendando di incrociare in provetta uomo e scimpazè, e che l’esperimento sarebbe potuto sfociare nella creazione di una sottospecie da adibire a lavori pesanti o a serbatoio di organi. La notizia scatenò un putiferio con mobilitazione sdegnata di scienziati, cardianali e politici. I ministri Rognoni e Granelli proposero di istituire ben due commissioni di esperti, e un giornalista particolarmente sensibile domandò a un noto teologo se l’ibrido avrebbe avuto un’anima. Non ricordiamo la risposta, anche se i soliti maschilisti insinuarono che si dovesse distinguere tra scimpazuomo e scimpandonna. Ma Chiarelli non aveva nessuna voglia di scherzare, giurava che il dottor Frankstein era già in azione e andava fermato, prima che si scatenasse un Hiroshima genetica.
Sono passati due decenni, e in effetti di uomini-scimmia se ne vedono in circolazione parecchi: viaggiano su macchina di grossa cilindrata, sfruttano ragazze dell’Est europeo o chiedono il pizzo ai commercianti. Ce ne sono anche di più piccini, che girano in branchi a violentare le femmine e malmenare i disabili. Ma sono frutto della selezione naturale e di accoppiamenti canonici.
In questi vent’anni abbiamo visto guerre umanitarie e preventive, epidemie, attentati, terremoti e tsunami, ma nessuna catastrofe biotech. I replicanti sono rimasti nelle città immaginarie di Ridlet Scott o sul pianeta delle scimmie, mentre quaggiù i presunti Frankstein continuano a lavorare per decifrare il genoma e trovare nuovi farmaci. A generare i veri mostri, che siano martiri di Dio o strateghi paranoidi dello scontro di civiltà, non sono stati gli ingegneri del Dna ma i manipolatori di coscienza. La propaganda, il fanatismo, la corruzione hanno cambiato (in peggio) la specie umana senza bisognodi ibridazioni in vitro.
Eppure la psicosi continua: ieri l’uomo scimmia, oggi gli embrioni-chimera. Domani, perchè no? sirene e centauri. Ma forse l’incrocio più azzeccato, azni eterno, è l’uomo-bufala.
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