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La logica del “voto utile”

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Quando si parla di voto utile ci si riferisce ad un modello di comportamento elettorale descritto negli studi della scelta razionale e nelle analisi “economiche” della politica. Il voto utile, per sua stessa definizione, connota l’opzione elettorale ispirata da criteri di convenienza strategica piuttosto che da vincoli ideologici. È la classica opzione “min-max” che valuta la possibilità di ottenere o il massimo degli obiettivi nella propria scala di preferenze (anche di tipo ideologico), oppure - in assenza di questa possibilità - cerca di evitare la soluzione più sgradita. Punta, in altri termini, al male minore.

Ad ogni modo, il solito Sandro Brusco, con i suoi “rumori dall’America”, ci elenca minuziosamente una strategia di voto utile per le prossime elezioni.

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La “soglia” del porcellum

Sandro Brusco, Associate Professor and Director of Graduate Studies alla Brook Stony University di New York, ci spiega con dovizia di esempi, l’effetto perverso dell’effetto soglia del Porcellum, ovvero come un pugno di voti possa spostare un’alta percentuale di seggi. Ad esempio come 5 voti su un milione possono spostare il 30% dei seggi…avete letto bene, i voti sono proprio 5 su un milione, ossia lo 0,0005%!!!

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Una semplice equazione, per capire i meccanismi del porcellum.

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(allenze 2006)+(voti 2006) VS (allenze 2008)+ (voti 2006)= (Nr. seggi Senato 2006)

Ovvero, se si gli elettori votassero allo stesso modo del 2006 - gli stessi partiti - ma con queste alleanze, lo scenario che si prefigurerebbe è quello già visto. Pareggio al Senato.

Si tratta di uno studio effettuato da Sandro Brusco il 19-20 febbraio e pubblicato su NoiseFromAmerika.org, un sito gestito da un gruppo di professori universitari ed economisti italiani che vivono e lavorano negli Stati Uniti d’America, dove svolgono attività di ricerca nello stesso campo ed in istituzioni.

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