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L’ anno scolastico a Casal di Principe è stato inaugurato dal Presidente della Camera. Con lui, tra gli altri, l’assessore al ramo della Regione e l’ autore di Gomorra. Dando un ovvio taglio di legalità e lotta alla camorra, visto il luogo simbolo dove si svolgeva la manifestazione. Le contestazioni e i mugugni che durante il simposio hanno caratterizzato alcuni momenti, devono essere presi in considerazione per alcune riflessioni.

Sgombro subito il campo dicendo che l’ ostilità è stata ispirata dal clan dei “casalesi”; che non tutti i cittadini sono malviventi o collusi con la camorra; che lo Stato (governo) non esercita a pieno il proprio ruolo, anzi è più che latitante. Che manifestazioni del genere bisogna farne di più e più volte l’ anno.

Detto ciò, a me pare che si affronti la camorra con un armamentario un po’ vecchiotto, e attrezzi arrugginiti da più di un lustro. Si va in questi luoghi , dando l’ impressione che si dica: siamo qui noi, siamo la legalità, non siamo quelli che stavano prima, e perchè siamo venuti noi la camorra è stata sconfitta. Mi danno queste sensazioni le liturgie che la sinistra mette in campo nel contrasto alla criminalità organizzata. Saranno certamente sbagliate le mie considerazioni, però non è una sensazione che il fenomeno camorristico negli ultimi anni non sia calato d’ intensità, ma abbia esteso la sua ramificazione ed allargato ancora di più i suoi affari. Ed è da circa quindici anni che “ non ci sono più quelli di prima, ma ci siamo noi”.E’ evidente che il contrasto alla malavita organizzata, quando si hanno ruoli di governo, non può essere fatto con enunciati di principi, ma mettere in campo strumenti utili e giusti allo scopo, in primis la repressione e la riduzione delle cause del disagio sociale.

La Campania è una terra dove le ecomafie hanno fatto e fanno affari d’ oro, inquinando intere lande di diossina e chi sa cos’altro, distruggendo agricoltura e pastorizia. Il territorio è disseminatodi cemento frutto di abusivismo edilizio, perpetrato dalle coste all’ entroterra, portato come vanto da chi la commesso. Non parliamo della raccolta dei rifiuti, stendiamo un velo pietoso. La camorra si intrufola in tutti gli spazi economici della regione, e stando alle notizie dei giornali sono i rampanti dell’ economia campana.Se le cose stanno così, vuoi vedere che la camorra non è l’ antistato. Non si sostituisce allo stato. Ma è solo un mezzo. Nelle mani di una “borghesia” spregiudicata che usa la delinquenza per intimidire, aggirare le leggi e i regolamenti per fare i propri affari, legali o illegali non fa differenza. Se è così, non è ridicolo presentarsi in quel modo nel regno dei casalesi? Non è più che giustificato il mugugno del cittadino perbene

Peppe

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