Le bufale del complottista
<<Il dietrologo è come il Rolex Daytona, fa bella figura nei salotti>>. Così iniziava l’articolo di Giuliano da Empoli - apparso circa due anni fa sul Riformista nella rubrica “il tipo sinistro” - dedicato appunto alla figura del dietrologo. In lizza per un primo posto, ci stavano Giulietto Chiesa, Noam Chomsky, Antonio Di Pietro, Paolo Flores D’Arcais.
Continuava ancora sulla figura del dietrologo: << (…) La vede così, il dietrologo. A lui non la si fa. Per quanto possa apparire semplice, un fatto nasconde sempre una cosmogonia di burattinai e di grandi vecchi che tirano le fila del grande gioco. Sue sono la felicità della coerenza assoluta e le piccole gioie minuziose della verifica. Poco importa che tutto sia sbagliato, se ogni dettaglio conferma la fondatezza del quadro generale. Se il complottismo è tutt’altro che un monopolio della sinistra, bisogna ammettere che è stata lei ad elevare questa pratica al rango di una forma d’arte. (…) dall’11 settembre, ha il vento in poppa, il dietrologo. Scrive libri, pontifica in televisione: sguazza nell’angoscia generica del presente con il privilegio di chi, in tempi di incertezza, si fa portatore di verità incontestabili.>>
E proprio in questo contesto complottistico dell’11 settembre, vi volevo segnalare l’incontro-dibattito tenutosi a Verrès l’11 aprile da Paolo Attivissimo, noto agli internati antibufala, dedicato alla discussione delle teorie cospirazionistiche e delle loro presunte prove studio sistematico atto a smontare le tesi complottistiche dei puri e duri.
Quando avete un poco di tempo, sedetevi e godetevelo tutto…anche se dura un pochettino ne vale la pena.
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