Nasce comitato difesa per gli OGM; al via asse Binetti-Cappato

(ANSA) - ROMA, 12 OTT - Non tutti dicono no agli organismi geneticamente modificati. Paola Binetti e l’eurodeputato Marco Cappato, i protagonisti, su opposti schieramenti, delle battaglie sulla bioetica, si sono trovati questa volta dalla stessa parte della barricata. L’occasione per la pace temporanea é stata la presentazione, oggi alla Camera, del Comitato Sagri (Salute, agricoltura e ricerca), il Comitato di coordinamento che scienziati e associazioni hanno creato per ‘difendere’ gli Ogm. Il primo a scherzare sull’avvenimento è stato lo stesso Cappato, che presentando la senatrice ha ricordato che lui e Binetti “fanno molte cose insieme”. L’esponente teodem dal canto suo ha risposto che “se si parlasse di uomini geneticamente modificati le distanze sarebbero siderali, ma se si parla di piante il discorso è diverso: fatti salvi i problemi di sicurezza, e tenendo conto del fatto che il ricercatore oltre che curioso deve essere virtuoso - ha aggiunto Binetti - non bisogna avere pregiudizi sugli Ogm, soprattutto per quello che possono fare per la fame nel mondo”.
Il comitato di coordinamento Sagri riunisce la società italiana di Genetica Agraria, la società italiana di Tossicologia, l’associazione di imprenditori agricoli Futuragra e l’associazione Luca Coscioni per la Libertà Scientifica. La prima sfida lanciata dal comitato, che nasce soprattutto per volere degli scienziati, secondo cui si continuano ad ignorare tutti gli studi che dimostrano che gli organismi geneticamente modificati non sono pericolosi, è al referendum anti-Ogm promosso da Mario Capanna con il sostegno di numerose associazioni ambientaliste: “La campagna anti-Ogm di Mario Capanna è antiscientifica e oscurantista - ha affermato Gilberto Corbellini, copresidente dell’associazione Luca Coscioni - ci sono migliaia di ricercatori pagati per studiare questi organismi, per cui i contribuenti europei hanno speso 70 milioni di euro, e quando poi dimostrano che non sono pericolosi non se ne seguono i dettami”. Proprio i ricercatori, secondo i promotori del comitato, sono i primi ad essere penalizzati dalle scelte italiane in materia di Ogm: “La comunità scientifica italiana è tutta a favore degli Ogm - ha affermato Roberto Defez, ricercatore del Cnr di Napoli e coordinatore nazionale di SAGRI - mentre chi è contro usa spesso argomenti sbagliati, e non dice ad esempio che la proposta del referendum di usare cibi solo ‘bio’ costerebbe alle famiglie 600 euro l’anno. Il problema è che anche chi dovrebbe essere imparziale, come il ministro delle Politiche Agricole, invece propone di finanziare il progetto di Capanna”. Ancora più netta la posizione degli agricoltori di Futuragra: “Stiamo valutando - ha affermato il presidente Duilio Campagnolo - di chiedere allo Stato un miliardo di euro di danni per i mancati ricavi provocati dalla moratoria sul mais transgenico”. Alla presentazione del comitato hanno trovato spazio anche le imminenti primarie del Partito Democratico, soprattutto per gli interventi degli esponenti del centrodestra Benedetto Della Vedova (Riformatori Liberali) e Adolfo Urso (An), che hanno ricordato come il principale candidato Walter veltroni abbia firmato per il referendum di Capanna, una scelta definita da Urso ‘demagogica’.
“Tutti a favore degli OGM tranne Veltroni” di Anna Meldolesi sul Riformista (qui)
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