Archivio della categoria: riformismi

But let me be clear: I am “left.”

But let me be clear: I am “left.” I still have no problem when someone describes me with the “s” word socialist although. I don’t much care if you call me a social democrat, left-liberal, or some other proximate term. My “leftism” comes from a commitment to and an ethos of democratic humanism and social egalitarianism.

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Il liberismo è di sinistra

Il merito, non il censo. Il libero mercato, non le lobby. I diritti dei cittadini, non lo spreco di denaro pubblico. Senza meritocrazia le professioni si tramandano ai figli come titoli nobiliari, senza concorrenza il consumatore è ricattato dai grandi monopoli, senza controlli i << fannulloni >> continuano a gravare sulle tasche dei contribuenti.

Chi è davvero di sinistra?. Chi difende le categorie più deboli o chi conserva questo stato di cose?

Tratto dall’omonino libro (vedi copertina) di Francesco Giavazzi e Alberto Alesina

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Un principio da non dimenticare mai!

Il principio di sussidierietà
Il principio di sussidiarietà (riconosciuto dal trattato dell’Unione Europea di Maastricht) riguarda i rapporti tra Stato e società. Esso é un fondamentale principio di libertà e di democrazia, cardine della nostra concezione dello Stato. Esso si articola in tre livelli:

  1. Non faccia lo Stato ciò che i cittadini possono fare da soli: le varie istituzioni statali devono creare le condizioni che permettano alla persona e alle aggregazioni sociali (famiglia, associazioni, gruppi, in una parola i cosiddetti “corpi intermedi”) di agire liberamente e non devono sostituirsi ad essi nello svolgimento delle loro attività. Questo perché la persona e le altre componenti della società vengono “prima” dello Stato: l’uomo é principio, soggetto e fine della società e gli ordinamenti statali devono essere al suo servizio. Per questo motivo lo Stato deve fare in modo che i singoli e i gruppi possano impegnare la propria creatività, iniziativa e responsabilità, impostando ogni ambito della propria vita come meglio credono, risolvendo da soli i propri problemi. In questo modo, si uniscono insieme il massimo di libertà, di democrazia e di responsabilità, sia personale che collettiva;

  2. Lo Stato deve intervenire (sussidiarietà deriva da subsidium, che vuol dire aiuto) solo quando i singoli e i gruppi che compongono la società non sono in grado di farcela da soli: questo intervento sarà temporaneo e durerà solamente per il tempo necessario a consentire ai corpi sociali di tornare ad essere indipendenti, recuperando le proprie autonome capacità originarie;

  3. L’intervento sussidiario della mano pubblica deve comunque essere portato dal livello più vicino al cittadino: quindi in caso di necessità il primo ad agire sarà il comune. Solo se il comune non fosse in grado di risolvere il problema deve intervenire la provincia, quindi la regione, lo Stato centrale e infine l’Unione Europea. Questa gradualità di intervento garantisce efficacia ed efficienza, libera lo Stato da un sovraccarico di compiti e consente al cittadino di controllare nel modo più diretto possibile. Applicando questo principio, lo Stato si mette davvero al servizio dei cittadini, aiutando la formazione di un cittadino attivo e autonomo, che non sia un suddito passivo e sempre bisognoso di assistenza;

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L’altruismo di Blair

<< Bisogna aiutare non solo chi vivie in povertà e nel bisogno, ma anche coloro che stanno bene e che vogliono star meglio, ambiziosi per se stessi e per le loro famiglie>>

Tony Blair

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Quando consumatore e cittadino hanno lo stesso peso

L’idea guida di ogni politica progressista è quella di trasferire il potere dai fornitori ai cittadini

Tony Blair

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Riformista e riformismo

Il Riformista non separa mai la proposta dal contesto generale; non procede per scelte isolate, ignorando i problemi. Uno dei pregi della politica riformista è il contributo che dà alla chiarezza.

Il Riformismo è una collocazione priva di idealità e scomoda per definizione, perchè si sottomette a molti obblighi tanto per motivare le proprie scelte e i propri propositi, quanto nel dimostare la fattibilità e convenienza di quello che ci si propone di fare.

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Il credo degli uomini liberi

1.Non si può arrivare alla prosperità scoraggiando l’impresa.

2.Non si può rafforzare il debole indebolendo il più forte.

3.Non si può aiutare chi è piccolo abbattendo chi è grande.

4.Non si può aiutare il povero distruggendo il ricco.

5.Non si possono aumentare le paghe rovinando i datori di lavoro.

6.Non si può progredire serenamente spendendo più del guadagno.

7.Non si può promuovere la fratellanza umana predicando l’odio di classe.

8.Non si può instaurare la sicurezza sociale adoperando denaro imprestato.

9.Non si può formare carattere e coraggio togliendo iniziativa e sicurezza.

10.Non si può aiutare continuamente la gente facendo in sua vece quello che potrebbe e dovrebbe fare da sola.

di Abraham Lincoln

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