Archivio della categoria: politica

I capistazione e i governanti

Pubblicato su La Repubblica del 26.07.2008

La cabina di regia per il rilancio del turismo in Campania si è appena insediata e già assistiamo al profluvio di dichiarazioni (Scarica l’intervista a Giovanna Martano) ispirate e risolutive. Circa l’efficacia e la portata di alcune di queste viene in mente la fulminante battuta di Massimo Troisi che a proposito del merito attribuito al Duce di far viaggiare i treni in orario si chiedeva se non sarebbe stato meglio nominarlo capostazione piuttosto che affidargli le sorti del paese.

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Quando i numeri sono impietosi

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Ricevo e pubblico una rilfessione dell’amico Ugo Della Corte

I dati economici che in questi giorni vengono resi noti da istituti diversi hanno in comune l’indicazione drammaticamente definita in percentuali e valori assoluti di una situazione di crisi inequivocabile.

La situazione in Campania e più in generale nel Mezzogiorno assume un rilievo che va oltre il dato congiunturale dell’intero paese e mostra sconcertanti indicazioni se per quanto riguarda la nostra regione si procede ad una lettura disaggregata del dato generale.

In uno dei settori, quello dei servizi e del terziario di mercato, che in questi ultimi anni ha maggiormente goduto dell’attenzione e di significativi flussi di risorse da parte della regione Campania, si registrano gli elementi di crisi più gravi con una perdita di occupati che nel primo trimestre 2008 si riduce di ben 26000 unità rispetto allo stesso periodo del 2007.

Il saldo complessivo dal 2004 ad oggi di meno 90.000 occupati di per se terribile assume nel contesto campano una dimensione spaventosa ,secondo per dimensione solo a quello della Calabria e comunque in assoluta controtendenza rispetto ad altre regioni del sud.

Su questo quadro pesa certamente la drammatica crisi dei rifiuti ma soprattutto il fallimento di una politica di sostegno ed incentivi che non ha contribuito in nessun modo all’ammodernamento ed allo sviluppo di uno dei settori, quello dei servizi avanzati, che maggiormente contribuiscono alle dinamiche occupazionali.

L’attivazione di programmi iniziative e disseminazione di elementi di informazione conoscenza e tecnologia, soprattutto per le aree urbane, è stata carente e certamente improduttiva visti i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

I poderosi investimenti per migliorare “l’immagine” piuttosto che selezionare per meriti e capacità una imprenditoria di valore hanno spesso contribuito alla realizzazione di iniziative fuori da ogni logica di progetto e di visione strategica generale. Sono peraltro mancate corrette pratiche di valutazione affidate a corretti e condivisi criteri di valutazione. Tutto questo accade in una situazione che risulta peraltro significativamente dotata di asset strategici che dovrebbero costituire se solo dignitosamente utilizzati potenti motori di sviluppo:risorse finanziare, ambientali, di conoscenza , culturali.

Pure è inutile cercare traccia di tutto questo nel dibattito politico di queste settimane, anche l’affollata e accaldata assise del PD tenutasi alla stazione marittima ha avuto come elemento centrale di riflessione e di contrasto non un idea di governo della regione per i prossimi anni, tanto meno le differenziazioni tra i gruppi hanno riguardato diverse valutazioni sulle scelte da operare in materia di sviluppo.

Forse e il caso, se ancora siamo in tempo, di introdurre anche nel dibattito di queste ore sugli assetti del PD campano ulteriori elementi di novità, abbandonando atteggiamenti da Mandarini, che risultano incomprensibili e assolutamente incongrui ad un confronto che di ben altri elementi dovrebbe vivere se pensa di interessare un opinione pubblica che potrebbe presto passare dallo sconcerto al rifiuto.

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I buoni consigli

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Ricevo e pubblico dall’amico Ugo Della Corte una sua lettera pubblicata da La Repubblica il 18.04.08

Caro Direttore, la stampa cittadina accoglie in questi giorni numerose ed accorate analisi sullo stato della città e della regione accompagnate da ispirate indicazioni sui possibili rimedi e sulla necessità di restituire alla politica un ruolo significativo ed una capacità di governo dei territori e delle comunità attraverso pratiche ritenute virtuose.

Quello che colpisce in alcuni casi non è solo l’ovvietà delle proposte ma il fatto che spesso gli estensori di questi messianici pistolotti ricoprano e non da poco tempo responsabilità di dirigenti politici o addirittura di amministratori pubblici.

Non si capisce quindi che cosa abbia fin qui ostacolato la concreta applicazione delle loro formidabili intenzioni.

Forse più che il bric a brac delle ipotesi fantasiose sulle possibili iniziative da adottare potrebbe bastare una sana e conseguente assunzione di responsabilità. Ma è più semplice dare consigli quando non si vuole dare il buon esempio!

Ugo Della Corte

Cittadino ed elettore

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E io pago

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Cinque euro a testa, questo è la quota che ciascun italiano (57 milioni) dovrà sborsare per il famoso prestito-ponte per riesumare la salma dell’Alitalia. Intanto in sede comunitaria la legittimità viene contestata sia da Ryan Air che da British Airways e Scandinavian Airlines. La Commissione ha bisogno di tempo per agire, e i tempi di un’istruttoria comunitaria sono troppo lunghi rispetto ai tempi della borsa e dell’economia reale. Ricordate come andò a finire la vicenda legata al controllo di Telecom Italia?? Era chiarissimo che il ricorso alla golden share non avrebbe ottenuto il disco verde di Bruxelles, ma il semplice fatto di averlo agitato, assieme a una serie di altre minacce più o meno credibili e a un generale clima di ostilità, hanno spinto la “cordata tex-mex” (At&t e América Mòvil) alla ritirata.

La ritirata, ecco un termine che spesso si presenta nel nostro mercato quando la tutela statale (o politica) e i veti sindacali regolano il nostro mercato. Proprio quel sindacato dove in Alitalia raggiunge un tasso pari al 77,9 % e per i controllori di volo ci sono addirittura 13 sigle sindacali dove la più piccola, come dice Stefano Livadotti nel suo libro L’altra casta – inchiesta sul sindacato << potrebbe riunire la sua base nel tinello di casa del segretario: gli iscritti sono 5, ma sono stati capaci di far cancellare 320 voli in un giorno>>.

Intanto, Berlusconi intende prendere tempo con la commissione europea, supplicando addirittura Barroso di concedergli un po’ di tempo prima della mannaia della bocciatura, e se è vero che si paventano ipotesi d’intervento di capitale di Sviluppo italia o cassa di deposito e prestiti (entrambe controllate dallo stato), il cittadino è costretto ancora ad imprecare: e io pago!!

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La logica del “voto utile”

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Quando si parla di voto utile ci si riferisce ad un modello di comportamento elettorale descritto negli studi della scelta razionale e nelle analisi “economiche” della politica. Il voto utile, per sua stessa definizione, connota l’opzione elettorale ispirata da criteri di convenienza strategica piuttosto che da vincoli ideologici. È la classica opzione “min-max” che valuta la possibilità di ottenere o il massimo degli obiettivi nella propria scala di preferenze (anche di tipo ideologico), oppure - in assenza di questa possibilità - cerca di evitare la soluzione più sgradita. Punta, in altri termini, al male minore.

Ad ogni modo, il solito Sandro Brusco, con i suoi “rumori dall’America”, ci elenca minuziosamente una strategia di voto utile per le prossime elezioni.

Leggi l’articolo (qui) dal Blog: noisefromamerika

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Jean-Cyril Spinetta for president

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Qualche anno fa, il think tank Glocus, diede vita ad un discussion paper dal titolo: Formare, selezionare e rinnovare la Classe Dirigente Italiana.

Nella sua introduzione riportava una possibile definizione di classe dirigente:

Per classe dirigente intendiamo piuttosto l’insieme delle persone in possesso di caratteristiche di natura personale e culturale che le rendono idonee - da un punto di vista intellettivo, morale e di standing - ad occupare posizioni di comando nei campi dell’economia, della politica, della cultura ed in generale della società.

Relativamente alla questione Alitalia, verrebbe da chiedere quanto collima la definizione di cui sopra con l’atteggiamento di un’intera classe dirigente (management, politca, sindacale)??

Credo che Jean-Cyril Spinetta, presidente e amministratore delegato della compagnia aerea Air France e Air France-KLM, abbia qualcosa da dire in merito.

Scarica l’articolo di Lanfranco Pace sul Il Foglio (qui)

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La “soglia” del porcellum

Sandro Brusco, Associate Professor and Director of Graduate Studies alla Brook Stony University di New York, ci spiega con dovizia di esempi, l’effetto perverso dell’effetto soglia del Porcellum, ovvero come un pugno di voti possa spostare un’alta percentuale di seggi. Ad esempio come 5 voti su un milione possono spostare il 30% dei seggi…avete letto bene, i voti sono proprio 5 su un milione, ossia lo 0,0005%!!!

Leggi l’articolo dal Blog NoiseFromAmerika.org (qui)

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Solo i parroci possono salvare i Cheyenne

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Il re è nudo…e con lui i vari cortigiani. Il regno è quello di Bassolino. Una crisi che rileva l’asfittico sistema politico cittadino. Un partito di maggioranza relativa che si è mostrato negli anni sempre più oligarchico e conseguenzialmente autoreferenziale, ingessando qualsiasi dibattito interno. Come sempre è mirabile il commento di Emanuele Macaluso sulla situazione campana.

Scarica l’articolo dal Riformista (qui)

Tutto ciò non si placa!. Andando a spulciare la lista dei totocandidati in Campania, si capisce che nulla cambia. Come sempre pungente il commento dell’amico Ugo Della Corte, parafrasando il tutto al vile massacro dei Cheyenne ad opera del Colonnello Chivington:

di Ugo Della Corte

occupando l’importante posizione di comandante di un distretto militare, che gli ha concesso l’onore di governare tutto ciò che rientra nei suoi poteri, ha deliberatamente organizzato ed eseguito un folle e vile massacro in cui numerose sono state le vittime della sua crudeltà. Egli conoscendo chiaramente la cordialità del loro carattere, avendo egli stesso in un certo senso tentato di porre le vittime in una condizione di fittizia sicurezza, ha sfruttato l’assenza di alcun tipo di difesa e la loro convinzione di sentirsi sicuri per potere gratificare la peggiore passione che abbia mai attraversato il cuore di un uomo“.

Non è il commento di un elettore Campano del PD dopo aver letto le liste elettorali, ma le risultanze del Comitato per la condotta della guerra al termine dell’indagine sulle responsabilità per il massacro di Sand Creek realizzato ad opera del colonnello Chivington ai danni delle tribù Cheyenne e Arapaho.

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La porcata di fine legislatura

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In un paese “normale” se qualcosa deve essere fatta entro una certa scadenza è perchè quella data di scadenza è ritenuta essenziale e confrome con principi di sana amministrazione. Tutto questo ripeto, in un paese “normale“.

Naturalmente, in Italia tutto questo non accade e chiunque può far conto sulla possibilità di proroga dei termini perentori facendo affidamento sulla propria lobby di riferimento.

L’odioso decreto milleproroghe (leggi) che sta alzando la spesa pubblica con il consueto beneplacito dei due schieramenti, è prova evidente di ciò che accade, e che sciaguratamente è già stato convertito in legge (leggi).

Tra i numerosi articoli del decreto, ve ne evidenzio uno in particolare - sarà per una mia idosincrasia - che mette in evidenza il folle meccanismo dei concorsi universitari che consente di creare posti di idoneità per ogni concorso di ordinario, associato, etc.. Vi segnalo l’articolo del Sole24 ore dove spiega minuziosamente la porcata perpretata (leggi).

Tutto questo, non sembra essere una notizia, nè per i benpensati intellettuali di sinistra, troppo occupati a segnalare le leggi ad personam - degli altri naturalmente - , e nè tantomeno per la classe dirigente sindacale invasa a coalizzarsi efficacemente per allargare allegramente i cordoni della borsa, in cambio di immediati particolari consensi tra i suoi iscritti.

Vi suggerisco la meritoria iniziativa de La Voce.info (Leggi l’introduzione della redazione) la quale, tramite un suo abituale editor (Articolo di Tito Boeri), cerca di effettuare la solita “vigilanza rivoluzionaria”, e che purtroppo, non saranno riprese da nessun organo di informazione; non, almeno, con quella ampia risonanza e clamore che meriterebbero.

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Una semplice equazione, per capire i meccanismi del porcellum.

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(allenze 2006)+(voti 2006) VS (allenze 2008)+ (voti 2006)= (Nr. seggi Senato 2006)

Ovvero, se si gli elettori votassero allo stesso modo del 2006 - gli stessi partiti - ma con queste alleanze, lo scenario che si prefigurerebbe è quello già visto. Pareggio al Senato.

Si tratta di uno studio effettuato da Sandro Brusco il 19-20 febbraio e pubblicato su NoiseFromAmerika.org, un sito gestito da un gruppo di professori universitari ed economisti italiani che vivono e lavorano negli Stati Uniti d’America, dove svolgono attività di ricerca nello stesso campo ed in istituzioni.

Scarica l’articolo (qui)

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Il giorno della smemoria di Rai3

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Dopo pochi giorni dal giorno della memoria, a Torino è bufera e tira aria di boicottaggio della prossima Fiera del Libro di Torino (8-12 maggio 2008). La presenza dello Stato d’Israele come ospite d’onore, in occasione dei sessant’anni dalla sua fondazione, è stata strumentalmente interpretata dalla sinistra radicale come uno schiaffo alla causa palestinese.

Programmi, dirette, servizi e speciali giornalistici, testimonianze e ricostruzioni storiche, pubblicizzazione di siti internet e applicazioni multimediali. Rai3 è stata sempre in prima linea per la celebrazione del giorno della memoria.

Chissà se alla Serena Dandini, che ogni domenica sera accoglie sul suo rosso divano, con la lingua penzoloni, le personalità più autorevoli della sinistra nostrana, possa pensare di invitare uno scrittore israeliano, oppure Fabio Fazio ed al suo mirabile autore Michele Serra pensino di stigmatizzare quanto sta accadendo.

Assordante, secondo Aldo Grasso, il silenzio della tv dopo le accuse agli organizzatori della fiera di Torino del libro, per la decisione di avere Israele come ospite d’onore.

Scarica (qui) l’articolo apparso sul Corriere della sera on line del 05.02.2008

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Passioni, tradimenti e piripacchi

Ricevo e pubblico un articolo di Ugo Della Corte, apparso su Repubblica il 23 gennaio

Caro Direttore,
leggendo di alcune reazioni alla convention organizzata sabato dalla rivista Mezzogiorno Europa in un albergo cittadino vengono alla mente i versi di Raffaele Viviani. Un innamorato deluso e abbandonato avverte la sua ex fidanzata della reazione a cui il suo status e la situazione lo costringono.

E sissignore: m’ha fatto piacere
ca t’hê truvato a n’atu ‘nnammurato!
Ma, pe’ favore, almeno ‘int’ ‘o quartiere,
nun fa’ accapi’ ca m’hê licenziato,
si no t’aggi’ ‘a sfriggia’… pe’ dignità
.”

Grandi problemi grandi passioni grandi tradimenti, dopo i piripacchi del teatro delle marionette il teatro dialettale di grande tradizione.
La situazione sta già migliorando.

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La sinistra e l’Islam

Dialogo o guerra fredda? Come deve porsi la sinistra davanti all’Islam e alla società multiculturale? Con un articolo apparso sulla rivista Reset, Nadia Urbinati, di Columbia University, ha aperto una lunga discussione con il filosofo di Princeton Michael Walzer, direttore di Dissent. Urbinati evoca le categorie del dopoguerra, il tema della critica dall’interno dei dissidenti dell’Est, il rifiuto del “pensare per blocchi”. Walzer si mostra più scettico sul dialogo: ciascuno, dice, deve criticare gli oltranzisti della sua parte. Un tema cruciale per il mondo di oggi.

Scarica l’intera discussione  (qui)

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Identità e appartenenza

di Ugo Della Corte

Il dibattito di questi giorni intorno alla composizione degli organismi regionali e provinciali del PD è caratterizzato da grande vivacità di temi e di riflessioni.

Ci si interroga, ed a ragione, sulla necessità di meccanismi che garantiscano nelle giuste percentuali all’interno degli organismi dirigenti presenze e storie che in considerazione della loro “anzianità” vanno preservate e garantite.

Si attesta cioè una condizione negandola, un poco come si fa per i nani che il politically correct impone di definire come soggetti verticalmente svantaggiati.

Un soggetto politico assolutamente nuovo conferisce responsabilità e ruoli non su un progetto originale e convincente ma per vecchie appartenenze e forse un po’ datate specificità.

Pure questo è un compito a cui nessuno può pensare di sottrarsi ed in questo spirito intendiamo dare il nostro contributo.

Nella foto allegata compare un Compagno/a non bene identificato ma certamente meritevole per storia ed appartenenza di assumere una qualche responsabilità nel costituendo partito, invitiamo tutti quelli che potessero in maniera certa identificarlo di mettersi in contatto subito con le personalità preposte alla composizione dei nuovi organismi.

Saremo lieti di avere conto delle Vostre identificazioni , quindi se volete inviatele a: udellacorte@libero.it

 

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Il Governo Italiano “non sembra capace di adattarsi al mondo moderno”

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La nuova legge Levi-Prodi prevede che chiunque realizzi un sito web debba registrarlo al ROC (Registro degli operatori di comunicazione), un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. Oltretutto la legge obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Con questa nuova legge, approvata all’unanimità dal consiglio dei ministri ma non ancora dal parlamento, non solo si aggiungono nuove tasse e iter burocratici ad operazioni già lunghe e noiose come la registrazione di un dominio .IT ma si obbliga il titolare del sito ad essere censito, a dotarsi di un giornalista professionista.

Quando si parla di attività editoriale, un sito come questo e altri migliaia che fanno informazione per puro accrescimento personale, volontà di confronto e miglioramento della rete in generale non dovrebbe essere contemplato. Ma così non è!!. Questa volta i legislatori hanno sentito il bisogno di chiarire il concetto di “attività editoriale”.

Nell’articolo 5, - vedi il decreto (qui) - cito il testo:
Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.” In pratica il solo scrivere un tutorial, dire le proprie impressioni ed esperienze in qualsiasi ambito o segnalare una risorsa utile e gratuita verrebbe considerato attività editoriale, che richiede l’ obbligatoria iscrizione al ROC e controllo da parte dello stesso.

La morte dell’Open Source dell’informazione e della cultura ma solo in Italia. Una legge illiberale e antidemocratica che bloccherebbe la già lenta crescita dell’Internet italiano mentre il resto del mondo continuerà ad andare avanti.

Il Times londinese commenta così questa legge: << La legge Levi-Prodi è un assalto geriatrico ai bloggers italiani. Considerando gli standard del G8, l’Italia è un Paese strano. Per farla semplice, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli altri non contano. (…) La Levi-Prodi è una legge che ha come bersaglio “la vita moderna”, una legge incredibilmente generica che obbliga tutti i bloggers e gli utenti della rete a registrarsi con lo Stato. Anche un innocuo blog della squadra del cuore o quello di un adolescente che discute dell’iniquità della vita, saranno soggetti alla vigilanza del governo e alla tassazione, pur non trattandosi di siti commerciali. (…). La soluzione migliore per questo Paese è davvero mettere i giovani in silenzio?”>>.

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