Archivio della categoria: costume & società

Quando una porcheria diventa una porcata

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Quando una delle mie passioni era la politica (studiata e praticata) m’imbattevo spesso (ahimè) nella contrapposizione: porcheria e porcata.

Una porcheria può essere soltanto una bruttura, una cosa mal riuscita, il frutto di un guazzabuglio: che so una pasta stracotta, una maionese impazzita. Invece la porcata è una vigliaccata caratterizzata dall’intento di avvantaggiarsi fregando un’altro.

Rilevante in tal senso, l’esternazione dell’allora ministro Calderoli, che definì la sua stessa legge elettorale (legge nº 270 del 21 dicembre 2005) una porcata.

Sarà un caso, (non mi vorranno male dell’accostamento i puristi della politca-politicante), ma in occasione dell’elezione del Presidente Regionale della Campania dell’Associazione Italiana Sommelier, riemerge la dicotomia di cui sopra.

Sarà che reputo le elezioni (a qualunque livello) cosa seria ma, ogni volta che ricevo il programma di svolgimento delle elezioni, sono assalito da un velo di scoramento leggendo di eventi che nulla hanno a che fare con le elezioni (premiazioni, convegni, dibattiti).

Lo sgomento poi si trasforma in avvilimento, quando mi reco a votare. Da un lato, una piccola stanzetta dove sono allestiti i seggi elettorali, mentre nelle altre stanze larghe, luminose e attrezzate, vi erano altri eventi.

Inevitabile a questo punto la confusione, il disordine, lo smarrimento, il disorientamento, il tumulto la calca…come dire una vera porcheria!!!

Quest’anno ricevo il programma delle elezioni 2010, lo leggo e come sempre la sfiducia mi assale. Dando una scorsa più attenta non posso non notare che questa volta, l’evento centrale, spalmato su tutta la giornata, è il concorso del miglior sommelier della Campania.

Ecco che la sfiducia inizia a prendere un’altra forma.

Se i candidati sono due, e uno è il responsabile dei concorsi, non appare onesto, che nella stanza a fianco vi sono le elezioni dove lui stesso è candidato.

Tutto questo manifesta vizio, spudoratezza, scorrettezza, slealtà… come dire una vera porcata!!!

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Forse è meglio che oggi me ne sto a casa

Stamattina mi dovevo recare alla seguente via:20/A, v. Circumvallazione Esterna. A quel punto ho pensato bene a farmi guidare dal mitico Google Street. Come protocollo mi accompagna per mano alla destinazione. Beh, quando ho guardato la foto finale della destinazione ho pensato: <<(…) forse oggi è meglio che me ne sto a casa>>.

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A long student day-life

Di Marino Bottini

Cosa manca alla vita giornaliera di un universitario???…la mattina un caffè e via di corsa verso l’uni….a piedi,in bus o in metro,dipende dalla città!!
Lezione, compagni, pensieri e già a cercare gli spiccioli x un altro caffè! Ore ed ore di studio……e di ricordi più entusiasmanti..l’ERASMUUUS!!
Ma è già ora di cena e gli obblighi di casa e spesa ci chiamano…e quando la casa è grande,c’è sempre qualcuno con cui cenare!
Avanza ancora il tempo x una birretta e magari due due salti prima di dormire…..e sognare il tanto auspicato momento!!!
Cosa manca ad un’intensa e ricca giornata così???Bè nulla….tranne un Master a Cape Town!!:))…Buon voto a tutti.

Votate il mio video cliccando (qui)

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La Joshua generation

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Come il “linguaggio bibilico” di Barack Obama abbia influenzato il risultato nelle passate elezioni. Ancora un’analisi dell’amico Massimo Faggioli, ricercatore al Jesuit Institute at Boston College, pubblicato dalla rivista Il Regno - Scarica l’articolo (quì) La Joshua generation. Come hanno votato i cristiani -

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La Campania all’età di Macondo

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Ricevo e pubblico un riflessione apparsa su La Repubblica del 12 ottobre di Donatella Tramontano

Josè Arcadio Buendia è tornato. Il bel libro di Garcia Marquez “Cent’ anni di solitudine” racconta le vicende di una famiglia che vive in un villaggio sperduto tra le paludi, “Macondo”. Periodicamente l’ isolamento in cui vivono gli abitanti del villaggio è interrotto dalla visita di zingari che propongono mirabolanti scoperte o risolutivi rimedi che accendono stupore e speranze originando vicende e avvenimenti che inevitabilmente si concludono lasciando tutto ineluttabilmente uguale per il villaggio e la vita dei suoi abitanti.

Novello Josè Arcadio Buendia immaginifico interprete della modernità come stile di governo e di vita, l’ assessore Velardi non si è fatto sfuggire l’ occasione di liquidare come frutto di un provincialismo avvilente le recenti polemiche intorno all’ iniziativa dell’ assessore Cozzolino di ospitare per tre giorni a spese della Regione Campania imprenditori campani e compratori italiani e stranieri a bordo di una nave da crociera. Facendo sua la riflessione del protagonista del libro: «A portata di mano, sull’ altra riva del fiume c’ è ogni sorta di apparecchiatura magica, e noi continuiamo a vivere come gli asini».

Certo, di idee innovative, accattivanti e di successo ce ne sono molte in giro per il mondo, ma questo forse non è un motivo sufficiente per importarle tout court qui da noi. Primo perché molto spesso i format sono ritagliati su specificità locali che non sempre è possibile riprodurre ovunque. Secondo perché di regola le cose migliori non sono mai gratis, specialmente all’ estero e pagare per partecipare è cartina di tornasole per la validità di una iniziativa. E infine, torniamo sempre a una dolente nota, qualcuno ha fatto una valutazione di impatto e di risultato ex-ante e prevede una valutazione ex-post? Ci scusiamo se non riusciamo a cogliere tutto quello che di positivo certamente c’ è in questa iniziativa, ma abbiamo sentito raccontare troppe volte con gli stessi accenti salvifici per l’ economia della regione improbabili trasferte estere, concorsi ippici, mostre internazionali del sale e molto altro. E forse sarà anche perché a fronte delle rilevanti risorse che la Regione Campania ha impegnato nelle sue variegate e variopinte iniziative promozionali per il rilancio dell’ economia non si è mai riusciti a sapere quale e se ci fosse stato un qualche ritorno.

Quest’ ultimo aspetto non ci pare irrilevante considerate, tra le altre cose, la posizione disastrata della Campania secondo tutti gli indici economici e sociali; una stagione estiva che tutti gli operatori economici hanno definito disastrosa nonostante le iniziative di “sicuro successo” messe a punto dalle nostre vulcaniche e creative amministrazioni; e ora una congiuntura internazionale che sta paralizzando l’ economia mondiale mettendo a rischio molti posti di lavoro. Forse, piuttosto che una crociera di lusso per manager e politici un atteggiamento più sobrio, non più provinciale, sarebbe stato più consono al momento.

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La fede nell’urna

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<<Le elezioni presidenziali americane del 2008 saranno decise su una questione di fede?>>

Con questo punto di domanda inizia il lungo articolo dell’amico Massimo Faggioli, ricercatore al Jesuit Institute at Boston College, pubblicato dalla rivista Il Regno - Scarica l’articolo (quì) Stati Uniti la fede nell’urna -

Nella sua disamina, Faggioli mette in evidenza - usando anche paralleli con le passate elezioni - come la <<questione di fede>> è al centro della lunga campagna elettorale dei due candidati.

Il tutto è affrontato con la dovizia e professionalità del ricercatore - già per altro  noto per il suo bel libro  Breve storia dei movimenti cattolici (qui) - ben lontani da quei toni garibaldini italici quando si affrontano tematiche che afferiscono alle questioni religiose.

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Giù la maschera

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Vi è mai capitato di leggere qualcosa per poi dirvi tra voi e voi: cazzo ma perché non l’ho scritto io?. A me è accaduto non poche volte, probabilmente il motivo va ricercato nella mia stessa incapacità di raccontare con leggerezza ciò che penso. Ad ogni modo mi rallegro del fatto che almeno le penso.

Nella fattispecie non avendolo scritto, non mi rimane che citarlo e segnalarvelo con ammirazione il Pamplhet di Adolfo Scotto di Luzio Napoli dei molti tradimenti (qui)

Più di qualcuno potrebbe già iniziare a strorcere il naso al titolo per commentare poi: (…) ecco il solito repertorio delle tristezze napoletane, oppure (…) la solita dissertazione socio-politica della città dai mille volti. Bene, Scotto di Luzio non fa altro, come magistralmente recensisce su La Repubblica Paolo Macry (quì), che mettere << a nudo i miti della sinistra>>, smascherando tutti quei luoghi comuni che sono serviti a camuffare e non a dire!

Inoltre è di ieri, un intervento dell’autore su il Riformista (qui), a proposito della tanto declamata: questione meridionale. Di seguito, una lettera al direttore di un lettore in merito all’articolo di Scotto di Luccio con la rispettiva risposta di Antonio Polito (qui)

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I capistazione e i governanti

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di Guido Fusco, pubblicato su La Repubblica del 26.07.2008

La cabina di regia per il rilancio del turismo in Campania si è appena insediata e già assistiamo al profluvio di dichiarazioni (Scarica l’intervista a Giovanna Martano) ispirate e risolutive. Circa l’efficacia e la portata di alcune di queste viene in mente la fulminante battuta di Massimo Troisi che a proposito del merito attribuito al Duce di far viaggiare i treni in orario si chiedeva se non sarebbe stato meglio nominarlo capostazione piuttosto che affidargli le sorti del paese.

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Quando i numeri sono impietosi

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Ricevo e pubblico una rilfessione dell’amico Ugo Della Corte

I dati economici che in questi giorni vengono resi noti da istituti diversi hanno in comune l’indicazione drammaticamente definita in percentuali e valori assoluti di una situazione di crisi inequivocabile.

La situazione in Campania e più in generale nel Mezzogiorno assume un rilievo che va oltre il dato congiunturale dell’intero paese e mostra sconcertanti indicazioni se per quanto riguarda la nostra regione si procede ad una lettura disaggregata del dato generale.

In uno dei settori, quello dei servizi e del terziario di mercato, che in questi ultimi anni ha maggiormente goduto dell’attenzione e di significativi flussi di risorse da parte della regione Campania, si registrano gli elementi di crisi più gravi con una perdita di occupati che nel primo trimestre 2008 si riduce di ben 26000 unità rispetto allo stesso periodo del 2007.

Il saldo complessivo dal 2004 ad oggi di meno 90.000 occupati di per se terribile assume nel contesto campano una dimensione spaventosa ,secondo per dimensione solo a quello della Calabria e comunque in assoluta controtendenza rispetto ad altre regioni del sud.

Su questo quadro pesa certamente la drammatica crisi dei rifiuti ma soprattutto il fallimento di una politica di sostegno ed incentivi che non ha contribuito in nessun modo all’ammodernamento ed allo sviluppo di uno dei settori, quello dei servizi avanzati, che maggiormente contribuiscono alle dinamiche occupazionali.

L’attivazione di programmi iniziative e disseminazione di elementi di informazione conoscenza e tecnologia, soprattutto per le aree urbane, è stata carente e certamente improduttiva visti i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

I poderosi investimenti per migliorare “l’immagine” piuttosto che selezionare per meriti e capacità una imprenditoria di valore hanno spesso contribuito alla realizzazione di iniziative fuori da ogni logica di progetto e di visione strategica generale. Sono peraltro mancate corrette pratiche di valutazione affidate a corretti e condivisi criteri di valutazione. Tutto questo accade in una situazione che risulta peraltro significativamente dotata di asset strategici che dovrebbero costituire se solo dignitosamente utilizzati potenti motori di sviluppo:risorse finanziare, ambientali, di conoscenza , culturali.

Pure è inutile cercare traccia di tutto questo nel dibattito politico di queste settimane, anche l’affollata e accaldata assise del PD tenutasi alla stazione marittima ha avuto come elemento centrale di riflessione e di contrasto non un idea di governo della regione per i prossimi anni, tanto meno le differenziazioni tra i gruppi hanno riguardato diverse valutazioni sulle scelte da operare in materia di sviluppo.

Forse e il caso, se ancora siamo in tempo, di introdurre anche nel dibattito di queste ore sugli assetti del PD campano ulteriori elementi di novità, abbandonando atteggiamenti da Mandarini, che risultano incomprensibili e assolutamente incongrui ad un confronto che di ben altri elementi dovrebbe vivere se pensa di interessare un opinione pubblica che potrebbe presto passare dallo sconcerto al rifiuto.

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Non credete al cavallo, troiani (napoletani)

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L’assessore al Turismo della regione Campania, Claudio Velardi dal suo Blog, fa sapere che il suo assessorato non finanziaerà più il concorso ippico di piazza del Plebiscito. << (…) l’anno prossimo il mio assessorato non lo finanzierà più. Così come non finanzierà più iniziative che non siano strettamente collegate ad una strategia di promozione e rilancio del turismo a Napoli e in Campania.>>

L’amico Ugo Della Corte, era intervenuto sulla kermesse ippica scrivendo un articolo su Repubblica del’11 giugno (vedi il post)

Riporto di seguito la lettera scritta da Ugo Della Corte all’assessore Velardi

Caro Assessore, ho molto apprezzato le sue dichiarazioni in merito al concorso ippico di Piazza del Plebiscito, si può essere d’accordo o no, ma non si può negare che abbiano il merito della chiarezza affrontino la questione senza fumisterie retoriche e siano orientate al principio di responsabilità che sempre dovrebbe accompagnare le scelte di chi amministra risorse pubbliche.

Orientare l’impiego delle risorse, per altro cospicue, per l’organizzazione di eventi che promuovano il turismo,ad una serie molto limitata di regole precise come è nelle Sue intenzioni e ribadisco nelle responsabilità dell’Assessore al Turismo non mi pare cosa cosi sconvolgente e tale da suscitare il tipo di commenti che si è potuto leggere.

Significativi tutti , i commenti , da quelli predittivi vagamente iettatori circa il Suo futuro a palazzo S. Lucia a quelli podistico - equestri fino a quelli accigliati in cui il termine assessore telematico viene usato come denuncia di sinistra perversione comunicativa.

Nessuno però mi pare almeno fino ad ora ha, a parte e non a caso un’imprenditrice come la signora Naldi, risposto in maniera pertinente ad una questione che non attiene ad una disputa teologica ma molto più banalmente ad un principio di sana e corretta gestione di risorse pubbliche, opportuna programmazione e valutazione dei risultati in termini scientificamente corretti e confrontabili.
Altro che popolo regnante e promuovente!!

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La corsa dei cavalli

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Il 4° concorso ippico si svolgerà da giovedì 12 a domenica 15 giugno 2008 nella piazza del Plebiscito a Napoli

Ancora una volta, Ugo Della Corte su Repubblica del 11 giugno (scarica l’articolo) si chiede che una pecularietà di questi eventi << (…) è la trasparenza delle procedure ed il principio di responsabilità per quanto attiene ai risultati>>

Giusto per restare in tema ippico, non ce ne vorrà male il buon Totò ( io non so se l’erba campa e il cavallo cresce, ma bisogna avere fiducia ) se noi crediamo all’impossibile ma mai all’improbabile.

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Le bellezze complementari

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“Era il senso della bellezza che la liberava di colpo dall’angoscia e la riempiva di un nuovo desiderio di vivere”. Questa frase è rimasta impressa nella mia mente, dopo aver letto durante la mia adolescenza, l’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera.

Ecco che questo senso è riapparso ieri, durante una mia breve vacanza che io e mia moglie abbiamo trascorso nella Maremma toscana con alcuni amici.

Non si tratta della fascinosa aria che si respira in queste zone, né tanto meno dei panorami mozzafiato che si possono assistere dalle colline verso Grosseto, ma di un progetto economico - i vari governi Italici farebbero bene a prendere lezione - ed architettonico partorito dal solito Renzo Piano. Vi parlo dell’azienda vinicola Rocca di Frassinello.

Non voglio assolutamente pronunciarmi ed avventurarmi sulla descrizione dei grandi vini prodotti da quest’azienda, anche perché, pur essendo un amatore del vino, non appartengo assolutamente alla schiera dei tanti che filosofeggiano sull’edonismo del vino e di tutto il mondo che vi circonda. Sono meramente un’amante della bellezza tout court, e solo di quella voglio parlarvi.

L’azienda si trova vicino a Giuncarico, nel comune di Gavorrano, in piena Maremma, a pochi chilometri dal mare di Castiglione della Pescaia. Il poeta John Ruskin diceva che non c’è architettura tanto altera quanto quella che è semplice. Bene quella dall’architetto Renzo Piano è mostruosamente semplice una semplicità che risulta essere la gloria dell’espressione di ciò che deve raccontare quel luogo, pensare con semplicità e grandezza nello stesso tempo.

L’azienda si sviluppa soprattutto sotto terra, dove due livelli distinti incorniciano la barriccaia (dove la movimentazione delle barriques avviene attraverso bracci telescopici progettati ad hoc…un qualcosa che vi lascia a bocca aperta), ospitando la tinaia in acciaio, il magazzino e l’imbottigliamento. Fuori una torre, ed ai suoi piedi una sorta di piazza a cielo aperto, rivestita in cotto, sulla quale avviene il ricevimento delle uve. Al centro, orientato verso nord, un pavillon in vetro trasparente, con profili disegnati ad hoc in acciaio satinato, dedicato al ricevimento, alla vendita diretta, alle attività commerciali, ma anche alla musica o a mostre visive.

Già a prima vista appare evidente che il capitale economico è notevole, tanto da far storcere il naso ai decadenti gauchistes della teoria (…) o vile denaro sterco del diavolo. Qui la bellezza è potente ed il denaro onnipotente. L’eleganza architettonica è complementare ad un’altra bellezza, quella descritta magistralmente da un vecchio adagio “dove tuona un fatto, siatene certi, ha lampeggiato un’idea”. L’azienda Rocca di Frassinello è una joint-venture tra l’Italia e la Francia nell’ambito vitivinicolo. L’incontro tra l’esperienza di Castellare di Castellina e la holding Domaines Barons de Rothschild, proprietaria anche di Lafite.

Alla fine della visita io, moglie e i geni che abbiamo deciso di condividere, ci siamo sentiti investiti da questo “nuovo senso di bellezza” e assaliti da questo “nuovo desiderio di vivere”…ma purtroppo non in questo paese.

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Le bufale del complottista

<<Il dietrologo è come il Rolex Daytona, fa bella figura nei salotti>>. Così iniziava l’articolo di Giuliano da Empoli - apparso circa due anni fa sul Riformista nella rubrica “il tipo sinistro” - dedicato appunto alla figura del dietrologo. In lizza per un primo posto, ci stavano Giulietto Chiesa, Noam Chomsky, Antonio Di Pietro, Paolo Flores D’Arcais.

Continuava ancora sulla figura del dietrologo: << (…) La vede così, il dietrologo. A lui non la si fa. Per quanto possa apparire semplice, un fatto nasconde sempre una cosmogonia di burattinai e di grandi vecchi che tirano le fila del grande gioco. Sue sono la felicità della coerenza assoluta e le piccole gioie minuziose della verifica. Poco importa che tutto sia sbagliato, se ogni dettaglio conferma la fondatezza del quadro generale. Se il complottismo è tutt’altro che un monopolio della sinistra, bisogna ammettere che è stata lei ad elevare questa pratica al rango di una forma d’arte. (…) dall’11 settembre, ha il vento in poppa, il dietrologo. Scrive libri, pontifica in televisione: sguazza nell’angoscia generica del presente con il privilegio di chi, in tempi di incertezza, si fa portatore di verità incontestabili.>>

E proprio in questo contesto complottistico dell’11 settembre, vi volevo segnalare l’incontro-dibattito tenutosi a Verrès l’11 aprile da Paolo Attivissimo, noto agli internati antibufala, dedicato alla discussione delle teorie cospirazionistiche e delle loro presunte prove studio sistematico atto a smontare le tesi complottistiche dei puri e duri.

Quando avete un poco di tempo, sedetevi e godetevelo tutto…anche se dura un pochettino ne vale la pena.

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I buoni consigli

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Ricevo e pubblico dall’amico Ugo Della Corte una sua lettera pubblicata da La Repubblica il 18.04.08

Caro Direttore, la stampa cittadina accoglie in questi giorni numerose ed accorate analisi sullo stato della città e della regione accompagnate da ispirate indicazioni sui possibili rimedi e sulla necessità di restituire alla politica un ruolo significativo ed una capacità di governo dei territori e delle comunità attraverso pratiche ritenute virtuose.

Quello che colpisce in alcuni casi non è solo l’ovvietà delle proposte ma il fatto che spesso gli estensori di questi messianici pistolotti ricoprano e non da poco tempo responsabilità di dirigenti politici o addirittura di amministratori pubblici.

Non si capisce quindi che cosa abbia fin qui ostacolato la concreta applicazione delle loro formidabili intenzioni.

Forse più che il bric a brac delle ipotesi fantasiose sulle possibili iniziative da adottare potrebbe bastare una sana e conseguente assunzione di responsabilità. Ma è più semplice dare consigli quando non si vuole dare il buon esempio!

Ugo Della Corte

Cittadino ed elettore

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Telegramma ad un amico all’estero

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Caro amico, ti scrivo dopo la giornata del 25 aprile STOP Beppe Grillo riunisce i suoi grillini squadristi a Torino per urlare ancora invettive STOP Definisce topi di fogna i giornalisti – per Ferrara un insulto particolare << un container di rifiuti tossici >>STOP Inveisce anche contro il presidente Napolitano dicendo che deve essere il presidente degli italiani non dei partiti, perché i partiti, a suo parere sono finiti (il suo non è mai nato) STOP Grillo sta raccogliendo firme che vista l’illegittimità hanno il valore dei depliant dei supermercati STOP la raccolta è per l’abolizione dell’albo professionale dei giornalisti (cosa sacrosanta, sai come la penso in merito) STOP Ma vorrei vedere ai tanti comunistelli di fine millennio radunati ieri a Torino e che probabilmente affollano le università o scuole o centri di ricerca se scendessero in piazza per l’abolizione dei loro privilegi STOP Sabina Guzzanti con la bava alla bocca dichiara che << i satirici sono come le cozze, stanno meglio nell’acqua sporca >> dove lo sporco è naturalmente Berlusconi il nemico d’abbattere STOP Diliberto da una manifestazione dice << che questa è la vera Italia…fatta da falce e martello>> STOP Caro amico che 25 aprile di merda!!!

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