Napoli dei molti tradimenti.
di Scotto di Luzio Adolfo
Raccontata e cantata migliaia di volte, Napoli è uno stereotipo culturale potente che ha resistito indenne al succedersi delle generazioni, garantendo ai napoletani, riluttanti alla modernità, una via d’uscita grandiosa e consolatoria. Anche la generazione cui appartiene l’autore, quarantenne che ha casa a Napoli e insegna a Bergamo, ne è stata contagiata, vittima e complice allo stesso tempo, come testimonia questo pamphlet politico-sentimentale, in cui pure si aspira a consumare il distacco da quello stereotipo. Vi si racconta la grande infatuazione degli anni giovanili intrisi di radicalismo politico, alla ricerca del volto più autentico delle classi popolari; si scoprono le responsabilità di scrittori, cineasti e musicisti che a partire dagli anni ‘70 hanno reinventato lo stereotipo napoletano proiettandolo sul palcoscenico più vasto del multiculturalismo mediterraneo; si denuncia il fallimento dell’esperienza bassoliniana, crudelmente rivelato dall’oltraggio dell’immondizia e dalla rivolta delle periferie; si mettono a nudo i limiti di una cultura cittadina incerta tra spettacolo di massa e mito della tradizione illuministico-giacobina del 1799. Un libro dal gusto amaro, percorso da una sapida ironia, che parla di fedeltà e tradimenti e di come le prime possano essere fatali, i secondi a volte necessari.

Breve storia dei movimenti cattolici.
di Massimo Faggioli
Comunione e Liberazione, Opus Dei, legionari di Cristo, Comunità di Sant’Egidio, Focolari, Neocatecumenali…Sono solo le sigle più note all’interno della galassia dei movimenti cattolici ecclesiali. Questa galassia ha una storia, che nasce dopo il Concilio Vaticano I, attraverso il Vaticano II e si svolge lungo tutto il novecento: è una storia che anticipae prepara l’espansione dei movimenti negli ultimi tre decenni, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI. Qual’è il significato di questo fenomeno? I nuovi movimenti sono le divisione dei militanti del nuovo cattolicesimo lanciato alla riconquista della società? Oppure, al contrario, l’esuberanza dei movimenti costituisce un elemento di divisione e dissimula la debolezza della chiesa cattolica?.

Meritocrazia.
di Roger Abravanel
“Il merito? Ah, ma in Italia non esiste!” Lo sappiamo tutti, il nostro è il paese delle raccomandazioni, delle clientele, delle famiglie, delle caste, delle corporazioni, delle oligarchie, delle mafie. Un solo dato: l’Italia è la società più ineguale dell’Occidente. Ha grandissime disuguaglianze tra ricchi e poveri (come gli USA) e al tempo stesso è uno dei paesi con la minore mobilità sociale: i poveri da noi restano poveri per sempre e in maniera ineluttabile. Questo sistema sta provocando danni gravissimi al paese, che perde ogni giorno posizioni in uno scenario globalizzato sempre più competitivo: da almeno 15 anni in Italia la ricchezza aumenta meno che negli altri paesi sviluppati. Ma come possiamo rimettere in moto una società così statica? Come sfidare una casta politica ancora legata agli schemi di un’economia industriale, quando siamo ormai diventati da tempo un’economia di servizi? La soluzione ci arriva da realtà più dinamiche ed efficienti della nostra, a partire da USA e Inghilterra.

Bambino 44
di Smith Tom R.
Unione Sovietica, 1953. Il regime di Stalin è al vertice, con l’entusiastica collaborazione del Ministero della Sicurezza e dell’MGB (precursore del nefando KGB), l’organismo di polizia segreta la cui brutalità e la continua pratica di torture non sono un segreto. La popolazione è costretta a credere che il crimine è stato debellato in tutto il paese, che tutti sono felici e che il governo rappresenta il punto di riferimento e di ispirazione morale per ogni cittadino modello. Quando tuttavia il cadavere di un ragazzino viene ritrovato sui binari di un treno, l’ufficiale dell’MGB Leo Demidov si sorprende che i genitori del piccolo morto siano convinti si tratti di omicidio. I superiori di Leo gli ordinano di non indagare né su questa morte né sulle altre che seguiranno. Leo obbedisce, anche se sospetta che qualcuno di molto importante possa essere implicato. Smetterà di obbedire nel momento in cui alla giovane moglie Raisa arriveranno minacce affinchè diventi lei stessa garante e spia dell’operato di Leo. Da agente inquisitore allineato con i diktat governativi, Leo diventerà un nemico pubblico da snidare, inquisire e sicuramente eliminare. Costretti a fingere di non amarsi per non nuocersi a vicenda, Leo e Raisa, dovranno proteggersi dal nemico ufficiale e potentissimo, e dai tanti nell’ombra di cui ignorano l’identità.

Le regole dell’onestà. Etica, politica, amministrazione.
di Bernardo Giorgio Mattarella
Le statistiche internazionali mostrano che la debolezza del settore pubblico italiano è, innanzitutto, debolezza del personale, anche sul piano dell’etica. Dai concorsi truccati al voto di scambio, agli sprechi di risorse pubbliche, a pratiche tangentizie: nel 2005 il costo della corruzione in Italia è stato calcolato in 70 miliardi di euro (2,5% del Pil). Sebbene la vita quotidiana delle istituzioni fornisca molti ammirevoli esempi di correttezza, le regole di comportamento dei politici e degli impiegati risultano complessivamente ambigue e lacunose, i controlli sulla loro applicazione sporadici e inefficaci.

Contro i giovani.
di Tito Boeri e Vincenzo Galasso
L’Italia è una delle società in cui il sostegno delle famiglie ai giovani è più forte e in cui la permanenza dei figli tra le mura domestiche è più lunga. Ma il risultato di questa condizione eccezionale è che proprio gli italiani, sono fra tutti i paesi sviluppati, il popolo che più sta agendo contro i giovani. Si assiste alla più massiccia redistribuzione di risorse dalla generazione dei figli a quella dei genitori di cui si abbia traccia in epoca recente. In poco più di dieci anni abbiamo raddoppiato il nostro debito pubblico e promesso pensioni molto generose.

Ostaggi dello stato. Le origini politiche del declino e dell’insicurezza
di Luca Ricolfi
Se dopo tanti anni e tante promesse nulla di veramente nuovo si è messo in moto, se il nostro ceto politico è sempre lì ed è sempre uguale a se stesso, se il nostro divario con gli altri paesi europei non ha mai smesso di aumentare, forse è saggio cominciare a pensare che esistono anche problemi che non hanno soluzioni, e che forse il rebus italiano è uno di questi. Oggi siamo ostaggi dello Stato, esattamente come siamo stati – per secoli – sottomessi allo straniero. È questa l’amara conclusione cui perviene il quarto Rapporto sul cambiamento sociale, quest’anno frutto di un lavoro di équipe, dopo una minuziosa presentazione delle cifre che descrivono le tendenze più recenti dell’Italia.

La fine del ceto medio e la nascita della società low cost
di M. Gaggi e E. Narduzzi
Sono molti i temi, legati alle attuali incertezze economiche, trattati dai due autori: la genesi e il declino del ceto medio, dalla rivoluzione mercantile alla globalizzazione; il crepuscolo del consumatore borghese, avverso al rischio e in grado di trasferire valori da “classe media” alla generazione successiva; la nascita delle nuove enormi catene commerciali, la crisi della fabbrica industriale in Occidente; la rivoluzione del low cost e il suo farsi sistema; i nuovi ceti medi che ormai abitano in Cina, Brasile, Sudafrica, Russia; la scomparsa dei privilegi di welfare del ceto medio tradizionale, schiacciato da un nuovo contratto sociale: Stato minimo e welfare low-cost. Problemi che investono tutto l’Occidente, ma cosa significano per l’Italia?