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Ricevo e pubblico un riflessione apparsa su La Repubblica del 12 ottobre di Donatella Tramontano

Josè Arcadio Buendia è tornato. Il bel libro di Garcia Marquez “Cent’ anni di solitudine” racconta le vicende di una famiglia che vive in un villaggio sperduto tra le paludi, “Macondo”. Periodicamente l’ isolamento in cui vivono gli abitanti del villaggio è interrotto dalla visita di zingari che propongono mirabolanti scoperte o risolutivi rimedi che accendono stupore e speranze originando vicende e avvenimenti che inevitabilmente si concludono lasciando tutto ineluttabilmente uguale per il villaggio e la vita dei suoi abitanti.

Novello Josè Arcadio Buendia immaginifico interprete della modernità come stile di governo e di vita, l’ assessore Velardi non si è fatto sfuggire l’ occasione di liquidare come frutto di un provincialismo avvilente le recenti polemiche intorno all’ iniziativa dell’ assessore Cozzolino di ospitare per tre giorni a spese della Regione Campania imprenditori campani e compratori italiani e stranieri a bordo di una nave da crociera. Facendo sua la riflessione del protagonista del libro: «A portata di mano, sull’ altra riva del fiume c’ è ogni sorta di apparecchiatura magica, e noi continuiamo a vivere come gli asini».

Certo, di idee innovative, accattivanti e di successo ce ne sono molte in giro per il mondo, ma questo forse non è un motivo sufficiente per importarle tout court qui da noi. Primo perché molto spesso i format sono ritagliati su specificità locali che non sempre è possibile riprodurre ovunque. Secondo perché di regola le cose migliori non sono mai gratis, specialmente all’ estero e pagare per partecipare è cartina di tornasole per la validità di una iniziativa. E infine, torniamo sempre a una dolente nota, qualcuno ha fatto una valutazione di impatto e di risultato ex-ante e prevede una valutazione ex-post? Ci scusiamo se non riusciamo a cogliere tutto quello che di positivo certamente c’ è in questa iniziativa, ma abbiamo sentito raccontare troppe volte con gli stessi accenti salvifici per l’ economia della regione improbabili trasferte estere, concorsi ippici, mostre internazionali del sale e molto altro. E forse sarà anche perché a fronte delle rilevanti risorse che la Regione Campania ha impegnato nelle sue variegate e variopinte iniziative promozionali per il rilancio dell’ economia non si è mai riusciti a sapere quale e se ci fosse stato un qualche ritorno.

Quest’ ultimo aspetto non ci pare irrilevante considerate, tra le altre cose, la posizione disastrata della Campania secondo tutti gli indici economici e sociali; una stagione estiva che tutti gli operatori economici hanno definito disastrosa nonostante le iniziative di “sicuro successo” messe a punto dalle nostre vulcaniche e creative amministrazioni; e ora una congiuntura internazionale che sta paralizzando l’ economia mondiale mettendo a rischio molti posti di lavoro. Forse, piuttosto che una crociera di lusso per manager e politici un atteggiamento più sobrio, non più provinciale, sarebbe stato più consono al momento.

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