Giù la maschera

Vi è mai capitato di leggere qualcosa per poi dirvi tra voi e voi: cazzo ma perché non l’ho scritto io?. A me è accaduto non poche volte, probabilmente il motivo va ricercato nella mia stessa incapacità di raccontare con leggerezza ciò che penso. Ad ogni modo mi rallegro del fatto che almeno le penso.
Nella fattispecie non avendolo scritto, non mi rimane che citarlo e segnalarvelo con ammirazione il Pamplhet di Adolfo Scotto di Luzio Napoli dei molti tradimenti (qui)
Più di qualcuno potrebbe già iniziare a strorcere il naso al titolo per commentare poi: (…) ecco il solito repertorio delle tristezze napoletane, oppure (…) la solita dissertazione socio-politica della città dai mille volti. Bene, Scotto di Luzio non fa altro, come magistralmente recensisce su La Repubblica Paolo Macry (quì), che mettere << a nudo i miti della sinistra>>, smascherando tutti quei luoghi comuni che sono serviti a camuffare e non a dire!
Inoltre è di ieri, un intervento dell’autore su il Riformista (qui), a proposito della tanto declamata: questione meridionale. Di seguito, una lettera al direttore di un lettore in merito all’articolo di Scotto di Luccio con la rispettiva risposta di Antonio Polito (qui)
Tags: Antonio Polito, napoliCategoria: costume & società 2 Commenti
2 Commenti to “Giù la maschera”
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Giacinto on 07 Ott 2008 at 10:20 am #
Ciao Guido
bel libro, tra l’altro l’ambiente descritto dall’autore ed il periodo storico mi è ben noto, ci siamo incontrati al Genovesi che ho frequentato in quegli anni. Ho trovato forse più interessante e coinvolgente - forse proprio per il motivo di cui sopra - la parte “memorialistica”, e magari a tratti un po’ fumosa - ed animata del classico sentimento di autocritica in cui noi di sinistra siamo maestri - la parte “saggistica”. La critica del mito del “Mediterraneo” però è bellissima….un update al 2008 richederebbe i classici “fare sistema”, “la filiera”, “la cabina di regia” ed altre varie amenità….
Guido on 07 Ott 2008 at 10:31 am #
…“fare sistema”, “la filiera”, “la cabina di regia” eccezionale!
Indipendentemente da alcune sfumature, ciò che colpisce ( e se ci pensi non dovrebbe ) è la naturalezza nella descrzione, sentendo mie alcune cosiderazioni tipo che a Napoli ormai si vive una “vita parallela”, ovvero sia nessuno più si scandalizza di niente. In merito poi al giudizio sull’intera classe dirigente, preferisco ormai non esprimermi.
G.