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Ricevo e pubblico un articolo di Ugo Della Corte apparso su Repubblica.

Caro Direttore,

in un bel film di qualche anno fa “Train de vie” il regista rumeno Mihaileanu, racconta dello straordinario espediente messo in atto dagli abitanti di uno shetl dell’ Est Europa.

Preoccupati per l’imminente arrivo delle truppe naziste che li avrebbero avviati ai campi di concentramento gli abitanti del villaggio decidono di deportarsi da soli. Nessun’altra soluzione appare possibile di fronte alla catastrofe che incombe su di loro. Dispiace quindi che i simpatici coniugi nolani Giusi e Sergio cerchino una soluzione individuale ai gravi problemi che ci affliggono come cittadini campani.

Chiedono, infatti, asilo alla Svizzera !!! Ancora una volta l’individualismo meridionale fomite e fonte di tanti problemi si rippresenta.

Troviamo una soluzione collettiva che ci riguardi come comunità! Non carichiamo di sacchetti di “Munnezza” treni, navi, camion e presto qualche burlone proporrà anche aerei, carichiamoli invece di cittadini campani e inoltriamoli verso altre regioni.

Mi rendo conto che la soluzione appare improbabile ma come dice il rabbino del villaggio di fronte alla proposta di autodeportazione fatta da Schlomo il matto “Vaneggia, … ma se dicesse la verità.”

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