Rifiuti.jpg
pubblicato sul sito Leftwing.it

di Roberto Defez e Guido Fusco

Il nostro Governo si è finalmente svegliato ed ha deciso che la Campania ha bisogno di tre termovalorizzatori e di un numero imprecisato di discariche. Sarebbe serio che una volta esaurita la fase acuta dell’emergenza, alcuni nodi strutturali venissero al pettine per essere d’esempio ai politici ed amministratori campani che credono che la gestione della cosa pubblica significhi visibilità, impatto mediatico, feste di paese e mandolini. In questi giorni sono finiti sulla graticola mediatica la coppia di ferro Bassolino-Iervolino ed il Ministro Pecoraro. Grande assente dalla gogna mediatica il presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma. Strana assenza questa, dato che la presidenza della Provincia di Napoli è per dogma feudo esclusivo dei Verdi in Campania. Qualcuno potrebbe forse finalmente mettere il naso nei bilanci della Provincia che stranamente non sono disponibili sul sito web per vedere quanto è stato investito da Di Palma in sagre paesane ed onorari ad artisti più o meno famosi e quanto invece nella promozione della raccolta differenziata dei rifiuti. Si perché la raccolta differenziata dei rifiuti, secondo i Verdi, è l’unica opzione perseguibile per risolvere il problema dei rifiuti ed i termovalorizzatori servono solo a disseminare morte e veleni.

Vi facciamo questa domanda: avendo 8 milioni di euro da spendere come li hanno divisi tra le manifestazioni canore e la raccolta differenziata?

La soluzione ve la daremo tra poco.

I Verdi italici hanno inanellato una serie di successi in questi anni e forse è il caso di metterli in fila per averne una visione d’insieme.

  • Hanno gettato a mare una intera generazione di fisici ed ingegneri nucleari e la cultura tecnologica delle uniche centrali elettriche che non emettono anidride carbonica, per poi andare ad importare energia elettrica da centrali nucleari poste ai nostri confini, e generalmente sopravento, in modo da averne tutti i danni possibili, nessun vantaggio, oltre a pagare l’energia molto più dei nostri competitori europei.

  • Hanno chiuso la ricerca nelle biotecnologie agricole distruggendo una generazione di scienziati, frustrando una classe di studenti di biotecnologia ed esponendo il nostro Paese alle bizzarrie dei prezzi delle derrate alimentari mondiali che stanno causando le attuali impennate dei costi dei prodotti alimentari. Quello che vediamo in questi mesi è solo un prologo di quello che ci attende. Il prossimo 25 gennaio la società di analisi economiche Nomisma (fondata da Prodi) esporrà il suo ultimo rapporto sul futuro della soia e del mais nel mondo decretando che:

    - non è possibile immaginare di avere filiere alimentari senza soia e mais da OGM che già da 10 anni servono, come mangimi, a fare prodotti DOP ed IGP come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, etc;

    - L’ Italia produceva nel 2001 il 98% del mais di cui aveva bisogno e nel 2006 solo l’86%, intanto il prezzo del mais è raddoppiato e quello del grano duro triplicato (l’Italia è il primo importatore al mondo di grano duro!);

    - Se non smettiamo di perseguire questo sogno dell’OGM-free oltre a perdere la coltivazione del mais (la soia è già persa) non si faranno in Europa nemmeno più le carni di manzo e maiale con danni economici stimabili dell’ordine di varie decine di miliardi di euro.

  • Hanno cercando di imporre un’alimentazione derivante dalla sola agricoltura biologica come se ci avessero raddoppiato gli stipendi e come se agricoltura biologica fosse sinonimo di sicurezza alimentare. Per chi ancora non se ne fosse reso conto, in gran parte i fertilizzanti usati in agricoltura biologica sono le famose farine animali bandite anni fa come mangimi zootecnici (visita il seguente link) . Una simile dittatura alimentare fa perlomeno strage non solo del buon senso e del portafoglio, ma anche del diritto dei consumatori vegetariani a non volere alimentarsi con insalatine cresciute in un sorta di camposanto.

  • Sia nel caso dei termovalorizzatori che nel caso delle coltivazioni da OGM l’argomento usato dai Verdi è lo stesso: non si possono fare perché nei pressi si trova un’area ecologica, un parco naturale, una zona di produzione tipica di un alimento. L’occupazione del territorio da parte dei Verdi è un aspetto che ci dovrebbe preoccupare tutti perché è l’anticamera per andare a dettare legge a decine di chilometri di distanza su ogni possibile attività umana. Chi ha avuto modo di leggere la nuova bozza di legge sull’agricoltura biologica vi può scoprire che alla voce Aree Verdi Pubbliche la legge recita: “Devono essere coltivate con metodi biologici”, in evidente dispregio delle prerogative regionali, comunali e circoscizionali. Ma sopratutto viene istituito il “distretto produttivo biologico” che ha una superfice limitata, ma estende a dismisura i suoi effetti sulle aree circostanti subordinando di fatto qualunque altra attività.

Serve un’attenta vigilanza per evitare che forze politiche irresponsabili, che hanno già portato la Campania allo stato in cui si trova, estendano ora il loro raggio d’azione all’intero territorio nazionale. Gli entusiasmi filo-ambientalisti di Walter Veltroni e la firma che ha accordato al documento di Mario Capanna contro gli ogm mostrano la fragilità della dirigenza nazionale del Pd, ma se la guida non è salda e capace di guardare lontano non sarà solo la Spagna a tallonarci come Pil individuale. E i rischi per la tenuta del paese si faranno sempre più gravi.

PS: I numeri cui accennavamo nell’indovinello iniziale sono:150.000€ per la promozione della raccolta differenziata, cifra da dividere per i 91 comuni della Provincia tranne Napoli e 7,5 milioni di € per le sagre paesane, concerti e feste di piazza: chi semina vento raccoglie tempesta.

Tags: , ,