Il Governo Italiano “non sembra capace di adattarsi al mondo moderno”

La nuova legge Levi-Prodi prevede che chiunque realizzi un sito web debba registrarlo al ROC (Registro degli operatori di comunicazione), un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. Oltretutto la legge obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Con questa nuova legge, approvata all’unanimità dal consiglio dei ministri ma non ancora dal parlamento, non solo si aggiungono nuove tasse e iter burocratici ad operazioni già lunghe e noiose come la registrazione di un dominio .IT ma si obbliga il titolare del sito ad essere censito, a dotarsi di un giornalista professionista.
Quando si parla di attività editoriale, un sito come questo e altri migliaia che fanno informazione per puro accrescimento personale, volontà di confronto e miglioramento della rete in generale non dovrebbe essere contemplato. Ma così non è!!. Questa volta i legislatori hanno sentito il bisogno di chiarire il concetto di “attività editoriale”.
Nell’articolo 5, - vedi il decreto (qui) - cito il testo:
“Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.” In pratica il solo scrivere un tutorial, dire le proprie impressioni ed esperienze in qualsiasi ambito o segnalare una risorsa utile e gratuita verrebbe considerato attività editoriale, che richiede l’ obbligatoria iscrizione al ROC e controllo da parte dello stesso.
La morte dell’Open Source dell’informazione e della cultura ma solo in Italia. Una legge illiberale e antidemocratica che bloccherebbe la già lenta crescita dell’Internet italiano mentre il resto del mondo continuerà ad andare avanti.
Il Times londinese commenta così questa legge: << La legge Levi-Prodi è un assalto geriatrico ai bloggers italiani. Considerando gli standard del G8, l’Italia è un Paese strano. Per farla semplice, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli altri non contano. (…) La Levi-Prodi è una legge che ha come bersaglio “la vita moderna”, una legge incredibilmente generica che obbliga tutti i bloggers e gli utenti della rete a registrarsi con lo Stato. Anche un innocuo blog della squadra del cuore o quello di un adolescente che discute dell’iniquità della vita, saranno soggetti alla vigilanza del governo e alla tassazione, pur non trattandosi di siti commerciali. (…). La soluzione migliore per questo Paese è davvero mettere i giovani in silenzio?”>>.
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