Archivio di: Ottobre, 2007

Il Governo Italiano “non sembra capace di adattarsi al mondo moderno”

blog.jpg

La nuova legge Levi-Prodi prevede che chiunque realizzi un sito web debba registrarlo al ROC (Registro degli operatori di comunicazione), un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. Oltretutto la legge obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Con questa nuova legge, approvata all’unanimità dal consiglio dei ministri ma non ancora dal parlamento, non solo si aggiungono nuove tasse e iter burocratici ad operazioni già lunghe e noiose come la registrazione di un dominio .IT ma si obbliga il titolare del sito ad essere censito, a dotarsi di un giornalista professionista.

Quando si parla di attività editoriale, un sito come questo e altri migliaia che fanno informazione per puro accrescimento personale, volontà di confronto e miglioramento della rete in generale non dovrebbe essere contemplato. Ma così non è!!. Questa volta i legislatori hanno sentito il bisogno di chiarire il concetto di “attività editoriale”.

Nell’articolo 5, - vedi il decreto (qui) - cito il testo:
Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.” In pratica il solo scrivere un tutorial, dire le proprie impressioni ed esperienze in qualsiasi ambito o segnalare una risorsa utile e gratuita verrebbe considerato attività editoriale, che richiede l’ obbligatoria iscrizione al ROC e controllo da parte dello stesso.

La morte dell’Open Source dell’informazione e della cultura ma solo in Italia. Una legge illiberale e antidemocratica che bloccherebbe la già lenta crescita dell’Internet italiano mentre il resto del mondo continuerà ad andare avanti.

Il Times londinese commenta così questa legge: << La legge Levi-Prodi è un assalto geriatrico ai bloggers italiani. Considerando gli standard del G8, l’Italia è un Paese strano. Per farla semplice, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli altri non contano. (…) La Levi-Prodi è una legge che ha come bersaglio “la vita moderna”, una legge incredibilmente generica che obbliga tutti i bloggers e gli utenti della rete a registrarsi con lo Stato. Anche un innocuo blog della squadra del cuore o quello di un adolescente che discute dell’iniquità della vita, saranno soggetti alla vigilanza del governo e alla tassazione, pur non trattandosi di siti commerciali. (…). La soluzione migliore per questo Paese è davvero mettere i giovani in silenzio?”>>.

Tags:

Categoria: costume & società, politica Non ci sono commenti

La gestione del “quinto potere” di RAI3

quintopot.jpg

Noi faremo una televisione pluralista, mica faziosa come quella che ha fatto il governo precedente“. Queste furono le parole di numerosi esponenti dell’attuale maggioranza.

A vedere cosa accade in televisione (pubblica), si può osservare che quelle parole sono state disilluse - per chi ci credeva- , dimostrazione ancora una volta di “pluralismo maggioritario” - per chi era scettico-.

Un buon esempio di tutto questo è il caso di RAI3 e della trasmissione Primo Piano andata in Onda Martedì 15, sul tema tanto delicato degli OGM. Quello che è accaduto durante la puntata, può risultare didattico quando si vuol spiegare cosa significa Parzialità.

Che la posizione della redazione del TG3 sul tema OGM era e rimane di puro scontro ideologico, lo si sapeva già, ciò che invece lascia interdetti è che questa posizione perduri anche a telecamere spente. Per convincerci basta vedere il sito http://www.tg3.rai.it/SITOTG/TG3_pagina/0,8769,2,00.html, dove spudoratamente si fa pubblicità al pseudo-referendum capeggiato da Mario Capanna e da altri caravanserragli insurrezionalisti quali Coldiretti, Acli, Lega Coop, WWF.

Per realizzare il pluralismo è necessario aggiungere voci, non toglierne. L’imparzialità - questa è la parola chiave - si può realizzare solo se tutte le parti interessate hanno uguali possibilità da far udire la propria voce, soprattutto se la voce è quella dell’intera comunità scientifica.

Voi siete il quarto potere” esclamò lo statista inglese Edmund Burke, rivolto ai giornalisti che lavoravano nella tribuna riservata alla stampa nel Parlamento, invitandoli ad una gestione libera e imparziale di uno strumento quale la carta stampata. Un monito che andrebbe ascoltato da chi gestisce il quinto potere!

Tags: ,

Categoria: costume & società Non ci sono commenti

Nasce comitato difesa per gli OGM; al via asse Binetti-Cappato

binetticappato.jpg

(ANSA) - ROMA, 12 OTT - Non tutti dicono no agli organismi geneticamente modificati. Paola Binetti e l’eurodeputato Marco Cappato, i protagonisti, su opposti schieramenti, delle battaglie sulla bioetica, si sono trovati questa volta dalla stessa parte della barricata. L’occasione per la pace temporanea é stata la presentazione, oggi alla Camera, del Comitato Sagri (Salute, agricoltura e ricerca), il Comitato di coordinamento che scienziati e associazioni hanno creato per ‘difendere’ gli Ogm. Il primo a scherzare sull’avvenimento è stato lo stesso Cappato, che presentando la senatrice ha ricordato che lui e Binetti “fanno molte cose insieme”. L’esponente teodem dal canto suo ha risposto che “se si parlasse di uomini geneticamente modificati le distanze sarebbero siderali, ma se si parla di piante il discorso è diverso: fatti salvi i problemi di sicurezza, e tenendo conto del fatto che il ricercatore oltre che curioso deve essere virtuoso - ha aggiunto Binetti - non bisogna avere pregiudizi sugli Ogm, soprattutto per quello che possono fare per la fame nel mondo”.

Il comitato di coordinamento Sagri riunisce la società italiana di Genetica Agraria, la società italiana di Tossicologia, l’associazione di imprenditori agricoli Futuragra e l’associazione Luca Coscioni per la Libertà Scientifica. La prima sfida lanciata dal comitato, che nasce soprattutto per volere degli scienziati, secondo cui si continuano ad ignorare tutti gli studi che dimostrano che gli organismi geneticamente modificati non sono pericolosi, è al referendum anti-Ogm promosso da Mario Capanna con il sostegno di numerose associazioni ambientaliste: “La campagna anti-Ogm di Mario Capanna è antiscientifica e oscurantista - ha affermato Gilberto Corbellini, copresidente dell’associazione Luca Coscioni - ci sono migliaia di ricercatori pagati per studiare questi organismi, per cui i contribuenti europei hanno speso 70 milioni di euro, e quando poi dimostrano che non sono pericolosi non se ne seguono i dettami”. Proprio i ricercatori, secondo i promotori del comitato, sono i primi ad essere penalizzati dalle scelte italiane in materia di Ogm: “La comunità scientifica italiana è tutta a favore degli Ogm - ha affermato Roberto Defez, ricercatore del Cnr di Napoli e coordinatore nazionale di SAGRI - mentre chi è contro usa spesso argomenti sbagliati, e non dice ad esempio che la proposta del referendum di usare cibi solo ‘bio’ costerebbe alle famiglie 600 euro l’anno. Il problema è che anche chi dovrebbe essere imparziale, come il ministro delle Politiche Agricole, invece propone di finanziare il progetto di Capanna”. Ancora più netta la posizione degli agricoltori di Futuragra: “Stiamo valutando - ha affermato il presidente Duilio Campagnolo - di chiedere allo Stato un miliardo di euro di danni per i mancati ricavi provocati dalla moratoria sul mais transgenico”. Alla presentazione del comitato hanno trovato spazio anche le imminenti primarie del Partito Democratico, soprattutto per gli interventi degli esponenti del centrodestra Benedetto Della Vedova (Riformatori Liberali) e Adolfo Urso (An), che hanno ricordato come il principale candidato Walter veltroni abbia firmato per il referendum di Capanna, una scelta definita da Urso ‘demagogica’.

Tutti a favore degli OGM tranne Veltroni” di Anna Meldolesi sul Riformista (qui)

Tags:

Categoria: scienza & società Non ci sono commenti

Una missione per il Partito Democratico

I nomi , anzi i cognomi sono, se ci si ferma un attimo a pensare, sempre gli stessi. Il primario del reparto ospedaliero padre e figlio; il giornalista figlio di …. altro stimato e bravo, televisivo o carta stampata non fa differenza, giornalista. Non inoltriamoci poi fra notai e avvocati, generazioni che si susseguono. Anche gli altri ordini professionali non scherzano, ma sono meno esposti al grande pubblico, si fanno notare di meno. Non è detto che i figli siano meno bravi dei padri, anzi a volte è vero proprio il contrario. Ma siamo certi che per quel ruolo il figlio di … sia il migliore, la persona giusta, non è che in qualche periferia qualsiasi ci sia qualcuno più bravo del figlio di uno che è già arrivato? come si dice in gergo! Se ci aggiungiamo coniugi e parenti acquisiti, ai posti che contano sono sempre gli stessi.

L’ Italia è un paese bloccato. La mobilità sociale non esiste o è ridotta a quasi zero. Gli economisti spiegano questo fenomeno attribuendolo alla mancata crescita economica degli ultimi decenni. Non c’è possibilità per tutti, i posti migliori si tengono per la famiglia e affini. Autoconservazione ? Oppure casta?

Osservato da Napoli o dalla Campania bassoliniana, questo fenomeno somiglia più ad una casta, ma potrebbe essere una visione distorta, meglio non definirla perché le distorsioni non possono influenzare una missione nazionale.

Enrico Morando si occupa di questa materia sul Riformista del 4 maggio 2007, ed afferma che la politica economica del futuro PD dovrebbe essere ispirata a due fondamentali obbiettivi: il ritorno del paese su di un sentiero di crescita duratura nel tempo e un netto innalzamento del livello di mobilità sociale. Ciò si può realizzare solo: sconvolgendo gli attuali equilibri di potere e di profondatrasformazione dei presenti assetti sociali ed istituzionali. Non solo, anche le organizzazioni politiche della sinistra devono essere all’ altezza: la sinistra italiana così com’ è oggi – con i suoi partiti, i suoi sindacati, i suoi rapporti sociali – non può non ammettere di avere avuto una parte importante nel determinare gli esiti sconfortanti che sono sotto i nostri occhi, sia sul lato del mancato dinamismo economico, sia sul lato del mancato dinamismo sociale; dunque, la sinistra deve riconoscere che – com’ è stata ieri e com’ è oggi – essa risulta impari di fronte al compito della promozione della crescita e della mobilità sociale.

Il Partito Democratico nasce con questa missione da compiere, cosa ardua ma non impossibile. Il basso profilo e il posizionamento delle oligarchie non inficia il progetto. Perché si stanno gettando le basi di una nuova sinistra, quella del terzo millennio.

Tags:

Categoria: politica Non ci sono commenti

Veltroni: un cuore e una Capanna

Nell’occasione della raccolta firma per il referendum elettorale, Walter Veltroni si inventò la genialata formula per giustificare la sua non firma: << Se ho deciso di non firmare il quesito - risponde Veltroni - è solo per un motivo di opportunità, per cercare di evitare, vista la mia posizione, ogni possibile contraccolpo nella maggioranza e verso il governo>>.

Ora nell’occasione della raccolta firme da parte di Mario Capanna contro gli OGM, non ha perso tempo di prender penna e firmare…come dire, in questo caso è bene non considerare chi nella maggioranza non la pensa come lui.

Illuminante l’articolo di Benedetto Della Vedova (qui) dal titolo che non lascia spazio a perplessità: Veltroni si iscrive alla lobby anti-Ogm di Capanna

Scarica alcuni articoli sull’argomento, dal giornale Il Riformista (qui) , Il Corriere della Sera (qui) il calendario di Galli della Loggia (qui)

Tags: ,

Categoria: costume & società, politica Non ci sono commenti

Populista e non demagogo

Giovanni Sartori, un maniaco delle definizioni - così si definisce - prende spunto dal fenomeno Grillo, per esporci l’abissale differenza tra demagogia e populismo.

<<Demagogia è l’arte di trascinare e incantare le masse che, secondo Aristotile, porta alla oligarchia o alla tirannide. In ogni caso, il termine indica un agire e un «mobilitare» dall’alto che non ha nulla da spartire con la democrazia come potere attivato dal basso. (…) il populismo ha la forza di essere una democrazia embrionale genuina, ma al contempo la terribile debolezza di incarnare un infantilismo politico (direbbe Lenin) incapace di costruire alcunché. Le sue proposte «al positivo» sono, appunto, puerili e inconsistenti.>>

Leggi l’articolo completo (qui)

Tags:

Categoria: costume & società 9 Commenti