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di Giovanni Meschino

Qualcosa si muove, ancora poco, eppur qualcosa incomincia a risvegliare il popolo che “dorme”. La discesa in campo di Beppe Grillo ha il grande merito di aver iniziato a dare voce alla gente, gente stanca di vedere sempre le solite facce, di sentire sempre le stesse storie e ancora di più stanca di “pagare” sempre per gli sperperi dei soliti noti.

In questi giorni ad uno ad uno, contro Grillo, i “grandi” della politica e dell’informazione stanno facendo sentire la loro voce: chi parla di “professionalità” necessarie (le loro) come se fuori dal Parlamento non esistessero altre “professionalità”; chi parla di stregoneria, chi di terrorismo, chi ci ricorda che la politica si fa soltanto nelle istituzioni…

Ma io vorrei ricordare a tutte queste “professionalità” e ai politici delle “istituzioni” che la loro grande “professionalità” ci ha portati ad essere la nazione europea con il debito pubblico più grande e paradossalmente con gravi carenze infrastrutturali, che molta gente è stanca di vedere sempre le stesse facce che fanno e disfanno senza limiti di mandato. A chi parla di politica da fare solo nelle istituzioni faccio presente che è proprio questo il problema. La politica non può essere fatta per decenni dalle stesse persone chiuse nelle loro “istituzioni” perché si perde il contatto con la realtà.

La politica regola la nostra vita, dai biglietti dell’autobus, alla scuola, alle tasse, etc. Non è giusto, a mio avviso, che il popolo (vero sovrano della nazione) sia di fatto escluso da tutte le scelte ed un gruppo di politici (sempre gli stessi) faccia e disfaccia senza limiti di nessun tipo.