di Giovanni Meschino

Il mondo politico è in evoluzione, ha capito che la gente incomincia a non fidarsi più, che il popolo non è più disposto a mangiarsi sempre la stessa minestra.

Il popolo ha capito che le cose non vanno come dovrebbero, che tutti i guasti provocati negli anni passati hanno un prezzo. Prezzo che viene scaricato interamente sulle loro spalle. La gente ormai si è resa conto che i veri responsabile dei danni fatti alla nostra nazione continuano come se niente fosse ad andare avanti!

La preoccupazione dei politici è ormai molto evidente ed ogni loro azione è protesa quasi esclusivamente verso la conservazione, a tutti i costi, delle “poltrone” occupate.

Tra le grandi manovre in corso nello scacchiere politico è visibile a tutti il tentativo di cambiare esteticamente le formazioni politiche. A sinistra assistiamo ai pomposi giri di valzer in corso per la “creazione” del Partito Democratico e a destra si parla sempre più di partito unico. Al centro poi, in modo più o meno palese, tentano di riesumare qualcosa che dovrebbe rassomigliare alla estinta Democrazia Cristiana. Tutte iniziative di grande spessore politico secondo i promotori, ma cosa porteranno di nuovo, di utile per noi del popolo?

Vedere e sentire tutto questo movimento sicuramente confonde le idee e qualcuno probabilmente si fa convincere che la creazione del “Partito Democratico” a sinistra, del “Partito della Libertà” a destra o di una “nuova” Democrazia Cristiana a centro porterebbero grandi vantaggi. Io sinceramente vedo solo possibili grandi vantaggi per i soliti noti.
Cosa può mai significare per noi questo grande sforzo (anche economico) per presentarci qualcosa di nuovo a sinistra, a destra o a centro se a manovrare e comandare sono sempre gli stessi?

Quando ero ragazzo, sentivo parlare di Veltroni, Bindi, Casini, Mastella, etc. ed oggi a distanza di tanti anni sento parlare ancora di loro come se fossero una novità!
Io vi consiglio di lasciare perdere se ci dovete proporre sempre i soliti. Non basta cambiare abito: è arrivato forse il momento di cambiare “monaco”.

Abbiamo tutti capito che la formula è sempre la stessa: cambiare tutto per non cambiare niente.

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