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Il presidente venezuelano Hugo Chavez, nel discorso pronunciato in occasione del giuramento dei ministri, ha annunciato che intende procedere a un vasto programma di nazionalizzazioni, arrivando ad affermare che ”tutto quello che e’ privatizzato sara’ nazionalizzato”. Chavez ha citato in particolare i settori dell’energia elettrica e della telefonia, preconizzando inoltre che la Banca centrale venezuelana dovra’ perdere la sua autonomia.
Il capo dello Stato ha preannunciato che depositerà un progetto di legge, in base al quale il parlamento gli conferirà il potere di portare tali importanti settori econonomici sotto il controllo dello stato. Il presidente venezuelano ha aggiunto di volersi impegnare in una “profonda” riforma della costituzione, per la creazione di una “Repubblica socialista del Venezuela”, in sostituzione dell’attuale “Repubblica bolivariana del Venezuela”.La nuova legislazione decreterà anche la fine del controllo dei gruppi stranieri su numerose installazioni petrolifere della Cintura dell’Orinoco. Secondo Chavez i suoi programmi di statalizzazione di alcuni settori economici - tra cui anche quelli della sicurezza e della difesa - saranno attuati nel giro di un anno. I partiti favorevoli a Chavez dominano totalmente il parlamento, in seguito al boicottaggio effettuato dall’opposizione nelle elezioni politiche del 2005. Il presidente venezuelano ha anche detto che la Banca centrale “non deve essere autonoma:questa è una tesi neo-liberale”. Ha quindi denunciato che finora “tutto come (la società petrolifera statale) PDVSA è dipeso da laggiù (Washington) e la Banca centrale è dipesa da laggiù”. La settimana scorsa, Chavez aveva annunciato che il suo governo avrebbe assegnato 3 dei 37 miliardi di dollari delle riserve accumulate nelle casse della Banca Centrale al Fondo per lo sviluppo nazionale (Fonden) e alla costruzione del socialismo.Il presidente venezuelano ha ribadito inoltre la sua determinazione a chiudere una tv che lo accusa di golpismo, invitando al riguardo la Chiesa cattolica e l’Osa a non interferire. Chavez ha affermato che ”niente e nessuno” gli impedira’ di non rinnovare la concessione a Radio Caracas Television, un canale che lo accusa di ‘golpismo’, annunciando che denuncera’ al mondo ”quel ragazzino” del presidente dell’Organizzazione degli Stati americani, il cileno Jose’ Miguel Insulza, che lo ha criticato per tale passo. Il presidente venezuelano ha inoltre invitato il cardinale Jorge Urosa Sabino, che gli ha chiesto di non chiudere l’emittente, a ”fare il suo mestiere”. Il presidente ha insistito particolarmente proprio sul caso della televisione Rct: la cui frequenza, quando scadra’ il prossimo 28 maggio la concessione, dovrebbe essere concessa a un gruppo di cooperative o imprese miste, come ha reso noto oggi il ministro della comunicazione William Lara. Da un lato, Chavez ha chiesto a Insulza (”che ci ha mancato di rispetto”) di rinunciare all’incarico e di ”rivolgere le sue stupidaggini da un’altra parte”; dall’altro, riferendosi agli interventi prima del presidente della Conferenza episcopale venezuelana monsignor Ubaldo Santana e poi del cardinale Urosa Sabino, ha accusato la gerarchia cattolica di ”dire un’altra volta barbarie, ora difendendo l’indifendibile”. ”Raccomando a questi vescovi di leggere Marx, Lenin e di leggere nella Bibbia il Discorso della montagna per conoscere le linee del socialismo”, ha aggiunto. ”Noi andiamo verso il socialismo e nessuno potra’ evitarlo”, ha sottolineato.

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