…Poca politica più politiche, poche chiacchiere e più soluzioni

Il primo incontro pubblico dei Volenterosi - Milano, 29 Gennaio 2007.
Stralcio dell’intervento di Antonio Polito
<< (…) Un aspetto cruciale della filosofia dei volenterosi deve essere “una cosa alla volta“, prendere un aspetto cruciale di un problema per poi affrontarlo per via legislativa.
(…) Il memorandum siglato tra il governo e sindacato enuncia principi importanti, innanzitutto quello della verifica dell’efficienza anche individuale e dell’apertura del controllo pubblico, principi positivi che si devono anche alla forte pressione dell’opinione pubblica, complice anche il fortunatissimo libro di Pietro Ichino, ma anche perchè il cittadino avverte il problema di eticità della spesa pubblica, e siccome è finanziata dalle sue tasse avverte anche un problema di giustizia sociale Quello che però pare evidente, è che noi non raggiungeremo mai gli obiettivi scritti se non si fa entrare nella partita un terzo soggetto interessato al funzionamento della Pubblica Amministrazione. Oltre al datore di lavore (Governo) e ai rappresentanti dei lavoratori (Sindacato) deve avere voce e potere il cittadino-utente, cioè la generalità di tutti gli italiani. Nè il datore di lavoro (Governo) nè i lavoratori hanno infatti il diritto di impedire, come avviene oggi, agli utenti del servizio, di conoscere, valutarne e misurarne l’efficienza. Ed è stato esattamente la mancanza di questo terzo attore protagonista ad aver impedito fino ad ora che tutti i buoni propositi si realizzassero. Non ci sarà nessuna possibilità di riforma se il gioco resta a due. Il punto di domanda è: chi può permettere che ciò non avvenga più?
Il governo in questi giorni si è lanciato in una azione riformatrice fatta a nome del cittadino-consuatore, e naturalmente il riformista non può che essere compiaciuto, ma sarebbe inaccettabile se il governo si dimostrasse rigoroso con le rendite dei privati e tollerasse la sua posizione di rendita come imprenditore, in un settore in cui non ha concorrenza, perchè se esiste un imprenditore che non ha concorrenza questo è lo stato nella Pubblica Amministrazione. Infatti l’azione del governo si è concentrata sul consumatore (vedi liberalizzazioni, banche, barbieri, distributori di benzina, gestori telefonici, etc), ma non ha riguardato il cittadino; cioè quando il consumatore si trova difronte alla Pubblica Amministrazione.
Nel mercato il consumatore ha il potere di scelta; se il servizio non lo soddisfa o costa troppo esce e si rivloge altrove, e lo stato agevola questo potere di scelta con le autority che tutelano la concorrenza, ma quando il consumatore è cittadino, ossia si rivolge alla Pubblica Amministrazione, egli non dispone di questo potere di scelta, non può cambiare negozio, banca o gestore telefonico, ha solo un potere, quello di avere voce, cioè di far pesare la propria opinione e il proprio giudizio. Ecco che lì dove non è possibile introdurre le logiche del mercato occorre un’autority che garantisca all’utente la possibilità di avere voce, conoscere, valutare, misurare la congruenza di quanto spende per il servizio con quanto ricava da quel servizio. In assenza di quella voce e del suo potere di produrre conseguenze concrete, per esempio incentivi a chi lavora bene e di punizione a chi lavora poco, male o per niente, il potere politico è portato a perseguire altri fini, che non sono quelli dell’imprenditore privato che punta al profitto, ma punta al consenso, controllo clientelare sulla dirigenza o sul personale, e il potere sindacale è portato a proteggere i suoi rappresentanti, anche quando magari non sarebbe giusto proteggerli.
Ecco perchè deputati e senatori hanno prenstato un disegno di legge (qui) per l’Istituzione di un’autority per la valutazione e l’efficenza del rendimento delle strutture e dei dipendenti pubblici, sulla scorta della proposta avanzata da Pietro Ichino.
(…) Questo può essere un esempio di come condurre le riforme: ricevere input dalla società, verificarne il consenso popolare, trasformarlo in azione politica e raccogliere forze intorno ad esso.>>
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