La politica di Esopo
Di Giovanni Meschino da La Gazzetta degli Aurunci
Da tempo abbiamo la fortuna di sentire che tutto procede nel modo migliore. Gli uomini politici ogni giorno ci informano sulle loro iniziative, tutte rivolte a nostro favore; se li interroghiamo sui problemi dei rifiuti, ci rispondono che sono affrontati brillantemente e che tutto va bene; se chiediamo dei servizi necessari alla nostra civile sopravvivenza (acqua, trasporti, sanità, istruzione etc.) ci rispondono, naturalmente, che tutto va bene; se domandiamo del nostro futuro (pensioni, lavoro etc.) ci rispondono, ancora una volta, tutto bene. Se poi manifestiamo qualche dubbio sulle tasse che molti sono costretti a pagare ci rispondono che tutto è fatto nel nostro interesse e che va bene così. Se a qualcuno viene il dubbio che l’inquinamento possa crearci qualche danno irreparabile, ci rispondono ancora, tutto bene, tutto sotto controllo. Se parliamo di iniziative per lo sviluppo economico, ad esempio, nel settore turistico, industriale, o dell’imprenditoria in genere, ci sentiamo dire “non vi preoccupate (ci pensiamo noi), tutto bene”. Quando i piccoli imprenditori si lamentano dei problemi che devono affrontare per andare avanti, i politici rispondono loro: “calma, ci siamo noi, tutto bene”. A furia di sentirci dire che tutto va bene, ci viene in mente una vecchia favola di Esopo, che riportiamo qui di seguito. Un medico chiese al suo ammalato come stava e quello gli rispose che aveva sudato in modo anormale. “Molto bene” disse il medico. Tornò una seconda volta a chiedergli come stava, e quello rispose che era stato colto da un brivido che l’aveva scosso da capo a piedi. “Molto bene anche questo” disse il medico. Quando andò a fargli la terza visita e gli chiese della sua malattia, l’ammalato gli annunziò che aveva avuto un attacco di diarrea. “Bene, bene anche questo”, dichiarò il medico, e se ne andò. Così, quando uno dei suoi parenti venne a trovarlo e gli chiese come andava, l’ammalato rispose: “A forza d’andar bene sto morendo”.
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