di Guido Fusco da Il Riformista di febbraio 2004

Caro direttore,

Federico Caffè nel suo libro «La solitudine del riformista» sosteneva che «il riformista è ben consapevole di essere costantemente deriso da chi prospetta future palingenesi. (…) Egli è tuttavia convinto di operare nella storia, ossia nell’ambito di un sistema, di cui non intende essere né l’apologeta, né il becchino». Ora che questo riformista non è più solo, sicuramente può agognare ad essere più apologeta di questa società e più becchino dei palingenitici.

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